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LFoundry, cresce la preoccupazione tra i dipendenti. Fiom – Cgil: in azienda regna un silenzio di tomba

Avezzano. “Il tempo passa inesorabilmente, ma i quasi 1500 lavoratori di LFoundry ancora non conoscono il loro destino!”. Sono preoccupati i lavoratori e i rappresentanti dei sindacati di LFoundry che da mesi sono appesi al filo dell’incertezza. A dicembre, infatti, sono scattati i contratti di solidarietà per tutti i dipendenti ma non c’è stata alcuna delucidazione sul futuro del sito. “Possono solo affidarsi alle voci di corridoio che si rincorrono impetuosamente, anche in contraddizione l’una con l’altra”, hanno continuato i rappresentanti di Fiom – Cgil, “era stato annunciato che entro il mese di gennaio 2019 sarebbe stato
reso noto il piano industriale per il sito marsicano a seguito del disimpegno della cinese SMIC, attualmente proprietaria del 70% delle quote societarie.

Invece, stando anche alle recenti dichiarazioni di qualche sigla sindacale che ha sottoscritto l’accordo sui contratti di solidarietà, una volta intascata la firma su quell’accordo che, ricordiamo, individua un esubero di 450 unità, l’azienda si è chiusa a ogni confronto e a nessuno è dato sapere quale futuro i vertici aziendali stiano progettando per lo stabilimento marsicano, né quale tipo di interessi sia al centro delle trattative che l’azienda starebbe portando avanti.

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Se non fosse preoccupante questa modalità di relazioni imposta dall’azienda sarebbe perlomeno irriguardosa verso i lavoratori, verso le istituzioni e verso il territorio. Eppure i vertici aziendali nel passato hanno potuto contare sull’appoggio dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e delle istituzioni nazionali e locali per accompagnare processi industriali complicati o anche per mettere in campo iniziative (vedi centrale di cogenerazione) sostenute da importanti finanziamenti; il tutto portato
avanti con l’obiettivo di far sì che l’azienda si radicasse sul territorio e si sviluppasse.

Di fronte al nuovo corso di relazioni avviato dall’azienda, caratterizzato da un’assenza di confronto e coinvolgimento, la FIOM
continua a ritenere che qualunque operazione industriale non possa avvenire senza garanzie per i lavoratori da parte di chi quelle garanzie è in grado e in dovere di dare, ossia il Ministero dello Sviluppo Economico”.

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