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Le belle bandiere di Ionesco in scena questa sera al teatro dei Marsi

Avezzano. Appuntamento con il teatro dell’assurdo di  Eugène Ionesco al teatro dei Marsi. Questa sera alle 21 Delirio a due l’anticommedia di Eugène Ionesco nella Stagione Teatrale realizzata dal Teatro Lanciavicchio in collaborazione con il Comune di Avezzano nel Teatro dei Marsi. La messa in scena è realizzata da una delle compagnie più importanti della scena contemporanea italiana Le Belle Bandiere con i pluripremiati Elena Bucci e Marco Sgrosso. Un appuntamento con interpreti di qualità del  teatro italiano e con un testo di un autore geniale e sempre attuale. Lo spettacolo, di Eugène Ionesco, con la traduzione di Gian Renzo Morteo, per la regia e interpretazione, scene e costumi di Elena Bucci e Marco Sgrosso, drammaturgia del suono Elena Bucci e Raffaele Bassetti, luci Loredana Oddone, suono Raffaele Bassetti, direttore di scena Giovanni Macis, lampade di scena Claudio Foto di Patrizia Piccino, Elena Bucci e Marco Sgrosso in Delirio a due 2Ballestracci, sarta Marta Benini, grafica Alvaro Petricig e foto Patrizia Piccino – Enrico Nensor. Lo spettacolo gioca  con un modello di relazione a due, sospeso tra le convenzioni del naturalismo borghese e un acrobatico equilibrismo sul filo di un assurdo che assomiglia sempre di più alla realtà. E non è certo un caso se i protagonisti dell’irresistibile scherzo teatrale di Eugène Ionesco non hanno nemmeno più un nome proprio, ma sono soltanto Lui e Lei. Hanno bisogno di verificare continuamente il loro legame, ma non trovano altra via che la colpevolizzazione dell’altro, e questo anche per quanto riguarda i misteri della vita. Il dolore, la morte, il tradimento, ogni cosa che non si voglia o non si sappia accettare, ecco, è sempre colpa di Lui o di Lei. Attraverso questo meccanismo, entrambi sono chiusi in un eterno presente, in una navicella di sicura e riconoscibile inconsapevolezza che li traghetta attraverso l’esistenza. Soltanto i crolli e le esplosioni che sentiamo da fuori, pur sfiorando il grottesco, ci fanno presagire l’esistenza del tempo e della storia e il possibile frantumarsi del mondo occidentale che Ionesco profeticamente disegna in preda ad un terrorismo allo stesso tempo ovvio e misterioso.