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Lavori per le scuole di Avezzano, indagato il presidente Del Corvo e altri alti dirigenti

Avezzano. Indagato per aver ratificato dei verbali di somma urgenza per i lavori di ricostruzione degli istituti scolastici di Avezzano. Il presidente della Provincia sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati insieme a un’altra trentina di persone, tra cui tecnici e dirigenti della Provincia dell’Aquila. Tutto ciò emerge da un’inchiesta del Messaggero che parla di abuso d’ufficio e falso in relazione alla redazione di due verbali di somma urgenza, relativi ai lavori e opere edili per la sistemazione provvisoria degli istituti di Avezzano per un importo superiore ai 4 milioni di euro.
Le scuole interessate sarebbero il Liceo Classico Torlonia, l’Istituto professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente Serpieri, il Liceo Pedagogico Benedetto Croce e infine la messa in sicurezza dell’Itc Galileo Galilei. Non per lo Scientifico Vitruvio Pollione, quindi.
In sostanza, il presidente della Provincia è accusato di aver firmato la delibera che ratificava i verbali redatti da diversi tecnici e dirigenti della Provincia dell’Aquila. Tra questi anche l’ingegnere Walter Angelo Specchio, finito già in carcere. Antonio Del Corvo
Secondo la Procura, erano stati affittati a una ditta moduli per 160 mila euro senza una gara. Si trattava infatti di verbali di somma urgenza, legati ovviamente alla necessità di far tornare migliaia di studenti a scuola.
Secondo l’accusa e secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri del Ros, dei militari del Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle e degli agenti del servizio criminalità organizzata della Questura, però, per tali lavori non si poteva utilizzare la “somma urgenza” e dunque si sarebbero creati dei falsi per poter operare al di fuori della normativa, violando in tal senso le ordinanze previste che ponevano limiti sulle deroghe al codice degli appalti pubblici.
“Non ho ancora ricevuto alcuna notifica in merito”, ha affermato il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo che si dice assolutamente tranquillo, “ma da quello che ho appreso dalla stampa sarei accusato di aver firmato una delibera che ratificava dei verbali stilati da tecnici, esperti e dirigenti dell’Ente di cui sono presidente”.
L’inchiesta portata avanti dai pm David Mancini, Roberta D’Avolio e Stefano Gallo potrebbe in realtà rivelare nuovi scenari visto che gli indagati in Provincia sarebbero una trentina i cui nomi non sono ancora trapelati. (p.g.)