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L’addio a Luca Piccone, il sacerdote: “Tutti abbiamo delle fragilità, impariamo ad accogliere anche l’inverno” (VIDEO)

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Celano. Ad aspettarlo “Dietro Castello”, nel Parco delle Rimembranze c’era solo il freddo gelido, quello che taglia la faccia. Proprio come poco prima aveva detto dall’altare don Ilvio Giandomenico, che poco prima, dalla chiesa di San Giovanni a Celano, insieme a don Carmine di Bernardo e a don Giuseppe Ermili, ha officiato la messa del funerale di Luca Piccone.

Piccone è il giovane di Celano che ha perso la vita prematuramente, travolto da un treno, poco lontano dalla stazione ferroviaria di Celano – Ovindoli.

“Dobbiamo imparare ad accogliere nella nostra vita anche l’inverno e il suo freddo”, ha detto don Ilvio nell’omelia, “perché tutti abbiamo delle fragilità e non serve, guai, a nasconderle”.

“Oggi chiediamo solo il silenzio”, ha detto il sacerdote, “perché il silenzio ci aiuta ad accogliere una parola che è diversa dalle altre: la parola del Signore. Il Signore ci invita ad essere sempre pronti sempre: perché nessuno sa quando quando viene il Figlio dell’Uomo. Oggi diciamo grazie per il dono della vita di Luca e affiadiamo lui nelle sue mani, forti. Per onorare la vita di Luca, per ricordarlo per sempre, rifiutiamo i surrogati dell’estate, le caricature, lo sballo, le scorciatoie. La vita è più semplice, onoriamo la vita ogni giorno con questo fiducioso metterci davanti al Signore, perché nessuno si senta mai solo e abbandonato a se stesso. La vita è un dono e possiamo fare un dono, un regalo, della nostra vita. Siate pronti ad accogliere la vicinanza di Dio e degli altri. Prendiamo questo impegno mentre affidiamo Luca al Signore”.

“Siamo tutti fragili”, ha ribadito il parroco, “inutile voler sembrare sempre al top, sempre al meglio. Chi vuole scartare o negare la fragilità deve invece imparare a custodirla fragilità, la nostra e degli altri. C’è un modo per onorare la vita di Luca: imparare a saper affrontare l’inverno, il freddo, il gelo e il vento che taglia la faccia. Dunque i fallimenti, le delusioni e il gelo nell’anima. Facciamo posto anche all’inverno e affrontiamo quello nostro e quello degli altri condividendolo. Anche le sue maestre lo ricordano: Luca era un artigiano delle parole, insieme a degli amici aveva costituito una band. A margine della copertina ho visto la copertina di un loro album, c’erano degli idiogrammi che richiamano all’autunno. Li ho studiati e ho riflettuto. Sono orientali e hanno un significato: un giorno e tre autunni. Un giorno passa lentamente come se fossero tre autunni. Perché l’autunno è la stagione della malinconia, della caducità e della tristezza. Luca ci mancherà tantissimo come in un giorno che sembra tre autunni. Siamo come ci ha descritti Giuseppe Ungaretti… Si sta come le foglie sugli alberi in autunno… Allora onoriamo Luca e aspettiamo la primavera e i suoi fiori e poi l’estate”.

 

 

 

La bara del 22enne, studente di Filosofia, cantante e creatore di contenuti digitali, ricoperta di rose bianche, è stata aspettata davanti alla piazzetta da decine di ragazzi e ragazze amici di Luca. Un abbraccio immenso quello ricevuto dalla comunità dal padre, Loreto Piccone, la madre Monica Gemmiti e dal fratello Lorenzo.

 

La messa di riuscita è in agenda per domenica, alle 17, nella chiesa di San Giovanni.

 

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