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La visita di Mussolini ad Avezzano e la campana del Duce che, ancora oggi, suona sul campanile della cattedrale

Foto tratta da “Il Fascismo ad Avezzano” di Giovanbattista Pitoni

Avezzano. L’undici agosto del 1938 Benito Mussolini venne in visita ad Avezzano e tutta la Marsica si riversò in città per assistere a quello storico evento. Il Duce, dopo aver attraversato via del Littorio, l’attuale via Corradini, arrivò in una piazza risorgimento stracolma, dove su un grande podio a forma di vomere, fatto costruire per l’occasione, tenne uno dei suoi celebri discorsi.

A ventitré anni di distanza dal terribile terremoto, Avezzano aspettava ancora di essere ricostruita. Il Duce, vedendo quella drammatica situazione, durante il suo discorso promise che avrebbe velocizzato e snellito le procedure della ricostruzione, sia quelle riguardanti Avezzano che dell’intera Marsica. Pochi giorni dopo il consiglio dei ministri decretò lo stanziamento dei primi fondi che furono destinati alle opere più urgenti. In quegli anni, ad Avezzano, vennero inaugurati numerosi edifici pubblici, tra cui il celebre e da poco scomparso cinema impero, e a soli quattro anni di distanza dalla sua visita venne costruita, inaugurata e benedetta la cattedrale che ancora oggi, nel suo inequivocabile stile neoclassico, domina piazza risorgimento.

Foto tratta da “Il Fascismo ad Avezzano” di Giovanbattista Pitoni

All’interno vennero poste due lapidi, una di ringraziamento al Duce da parte del popolo Marso e una in cui Mussolini dedicava la cattedrale al “popolo Marso dalle eroiche tradizioni”. Entrambe le lapidi in seguito vennero rimosse, ma all’interno della cattedrale vi è rimasto ancora un segno che ancor oggi, lega indissolubilmente la città di Avezzano alla storica visita del Duce. In cima al campanile, alto ben cinquantacinque metri, vi sono quattro campane. La più grande, all’ultimo piano, è dedicata alla vergine Maria, mentre le altre tre, più piccole a San Bartolomeo, San Berardo e a Santa Sabina. Ma in pochi sanno che sulla seconda, quella dedicata al patrono di Avezzano, vi è un’incisione in latino voluta proprio dal Duce, che infine volle anche essere immortalato nel bronzo della campana sul versante nord. Da quella posizione privilegiata Benito Mussolini, con l’elmetto in testa e lo sguardo fiero, da oltre settant’anni si è gustato i più bei tramonti su piazza risorgimento e sul monte Velino.  

 

 

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