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La scherma come attività fisioterapica, open day alla Vivenza per conoscere un nuovo strumento riabilitativo

L’Abruzzo e la Marsica in prima linea nella promozione della scherma come attività fisioterapica.

È in programma infatti per giovedì, a partire dalle 18, “Progetto Pilota nastro rosa”, un open day nella Scuola media “Vivenza” dove le donne potranno venire a conoscere questo nuovo strumento riabilitativo.

Un modo nuovo per recuperare velocemente la funzionalità del braccio post intervento, ridurre la possibilità di insorgenza del linfedema in un luogo non medicalizzato rompendo stereotipi e stigma.

Praticata da anni in Francia, questa pratica è stata da poco adottata anche dal Canton Ticino. Ora si tenta di farla arrivare in Italia. E’ partito  a Torino, il primo corso di formazione per maestri e operatori del mondo del sociale dedicato alla scherma terapeutica.

L’idea è arrivata da Dominique Hornus Dragne, anestesista in oncologia e medico per la scherma, che ha lanciato una iniziativa chiamata Solution Riposte. A partire da Tolosa, Dominique ha strutturato dei corsi di scherma ad hoc per le donne operate al seno, che cominciano la riabilitazione anche a soli due mesi dall’intervento. Questi corsi si sono poi estesi a macchia d’olio in tutta la Francia.

Nel Canton Ticino, nasce l’Associazione Vales e nel 2017 parte a Lugano il progetto pilota, con un corso di scherma per le donne che hanno subito un intervento al seno. Sono nati a Lugano dei corsi di scherma artistica aperti a tutti, in cui donne che hanno avuto il tumore al seno si mischiano con le donne ‘sane’, sentendosi capaci non solo di praticare uno sport dopo la malattia, ma di essere come le altre e di superare mentalmente il tumore.

Dal 22 al 24 febbraio al Club Scherma di Torino, si è tenuto il primo corso di aggiornamento nazionale per tutti i maestri e istruttori di scherma, promosso dalla Federazione Italiana Schema e supportato dalla Lilt. Per l’Abruzzo era presente il circolo scherma “I Marsi” che ha stretto una collaborazione al fine di realizzare il progetto ad Avezzano con l’associazione di promozione sociale “I Girasoli”, la Clinica Immacolata di Celano e la Lilt. Hanno preso al corso le volontarie Benedetta Cerasani e Filomena Aceto.

 

 

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