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“Ri-scrittura di uno spazio”, Tagliacozzo Film Festival torna alle origini”

Tagliacozzo. Arte e innovazione per l’edizione invernale del Tagliacozzo Film Festival. L’iniziativa realizzata dall’Associazione culturale “Tempi Moderni” con il contributo del Comune di Tagliacozzo e della Provincia dell’Aquila quest’anno è tornata con una veste inedita, in coerenza con il lavoro prodotto negli ultimi anni. La manifestazione si è aperta con una singolare mostra al Cinema Vittoria che ha espresso le potenzialità dell’incontro, della contaminazione artistica e culturale tra le diversità. La manifestazione ha  recuperato la sua originaria funzione pedagogica con una proposta didattica incentrata sull’audiovisivo. Una pellicola, “Io, l’altro” di Mossen Melliti, è stata proiettata all’Istituto “Argoli” di Tagliacozzo, con un incontro seminariale alla presenza dell’autore. L’evento chiave del Film Festival è stata senza dubbio la mostra dal titolo “La Ri-scrittura di uno Spazio”. Diversi artisti, da sabato 18 dicembre fino a domenica, attraverso un continuo e libero dialogo, hanno lavorato per ridisegnare una nuova dimensione all’interno della struttura. Oltre alle opere è stata allestita una mostra fotografica con scatti di fotografi locali (Stefano Avagnano, Gabriele Venturini, Dino De Vecchis, Angela Ciamei, Mario Iacomini e Francesco Scipioni). Sono stati proiettati inoltre diversi cortometraggi provenienti dal festival del cinema giovanile dell’associaizone “Spazi concettuali” e si è tenuta una retrospettiva dedicata al regista Daniele Vicari: “Uno sguardo sulla realtà, sulle cose”. Le opere di Pieraldo Mercuri e Dino De Vecchis, infine, sono entrate nello spazio plurale. L’installazione “Casa Cinema”, progettata da Mercuri  ha preso forma, all’interno del Cinema Vittoria, dopo una serie di processi attivati insieme ai diversi collaboratori della manifestazione che l’hanno sistemata nello spazio, caratteristica fondamentale di un’opera di questo tipo. Questo prodotto ha come peculiarità  fondamentale il fatto di avere come soggetto principale il  fruitore. Lo spazio che viene costruito deve stimolare la percezione dello spettatore. L’opera è stata studiate anche per ospitare diversi manufatti artistici tra cui fotografie, disegni (o quadri) e media. «La matrice culturale ed il riferimento progettuale della mia prima architettura», ha spiegato l’autore, «è Spaccato Borghese di un Interno con Dispensa di Gusto Altro: I Surrogati de Tipico (Roma 2007) di Kaos[mos]graf. L’idea di “Casa Cinema” nasce successivamente alla comunicazione relativa alla moltiplicazione dei moduli di Spaccato Borghese, da 7 a 22, poi 23 ed infine 26/27. Tale moltiplicazione mi ha offerto la possibilità di immaginare più Spaccati nella prospettiva di una successiva ri-agglomerazione degli spazi: anche il cinema può essere una casa». Si è tenuto anche uno spettacolo di trampoli e immagini dal titolo “Papalagi, il risveglio della natura”, con Valerio Mastroddi, Alessandra Guerra, Jhasmine Venturini, Rodolfo Rubeo, Maria Loreta Forgiane, proposto in collaborazione con l’Istituto di Ricerca MondiVivo. «Un lavoro che ha portato alla ri-scrittura di uno “spazio plurale”», ha affermato il direttore artistico Mario Iacomini, «diversi artisti hanno lavorato alla riscrittura della Funzione di spazio in modo da aprirne l’utilizzo  alle ragioni della performance. Il risultato dell’esperienza ha accolto diverse proposte programmatiche, anche quelle risultato di un processo di contaminazione tra i diversi linguaggi (audiovisivo, fotografico, musicale)». Il lavoro è stato sviluppato da Stefano Avagnano, Dino De Vecchis, Pieraldo Mercuri, Valerio Mastroddi, Alessio Buzzelli, Dino D’Alessandro, Maaimo Piunti, Fabrizio Valente, Gianpaolo Furioso e Chiara Pascucci.  L’Istituto MondiVivo che, proseguendo la collaborazione che lo vede legato all’associazione Tempi Moderni da più di tre anni, ha presentato due eventi di grande interesse che hanno chiuso simbolicamente il 2010. Nello specifico, sono stati presentati i volumi “Il plurale di dito è mano”, di Alessio Buzzelli e “Il Rinascimento del Gusto, Carovanando tra i due Mari”, di Mario Iacomini, eventi chiusi dalle originali sonorità dei Tre Peter accompagnare le Azioni Luminose e le Scritture di Luce del poliedrico Kaos[mos] Graf.