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La centrale Powercrop finisce in procura. Al vaglio i documenti delle audizioni in Regione

Avezzano. Il caso Powercrop approda in procura. I documenti sull’impianto a biomasse che dovrebbe sorgere a Borgo Incile sarebbero finiti sui tavoli della procura dell’Aquila che sta cercando di ricostruire la vicenda per capire se tutti i passaggi del lungo iter di riconversione dell’ex zuccherificio di Celano sono stati svolti regolarmente. Il caso della Powercrop starebbe animando da tempo le discussioni dentro e fuori i palazzi istituzionali. I sindaci di Avezzano, Antonio Floris, e Luco dei Marsi, Camillo Cherubini, sono scesi in campo al fianco dei comitati dei cittadini per opporsi alla realizzazione della centrale a cippato di pioppo. Gli investigatori sarebbero arrivati anche all’emiciclo da dove sarebbero stati prelevati alcune registrazione delle sedute della seconda Commissione regionale. Probabilmente gli agenti del Nucleo operativo ecologico di Pescara vogliono riascoltare gli interventi dei tecnici del comitato di Valutazione impatto ambientale, tra i quali c’era anche il direttore Antonio Sorgi e altri tecnici, dei sindaci di Luco e di Avezzano, nonché delle associazioni degli agricoltori e dei comitati, che vennero ascoltati nell’audizione. Fu proprio dalla commissione regionale che partì il documento nel quale si chiedeva la sospensione in via cautelare del parere del Via. La proposta però, sostenuta dal vice presidente della commissione, Giuseppe Di Pangrazio, venne bocciata e subito dopo venne convocata una nuova commissione nella quale i consiglieri chiamarono l’assessore regionale Mauro Di Dalmazio a relazionare sull’impianto.  Gli atti delle due audizioni, del 27 settembre e del 3 novembre, furono seguite poi dall’ok del consiglio regionale alla sospensione della valutazione e al riesame dei documenti. Ora toccherà alla giustizia riesaminare le carte e rintracciare delle possibili illegalità. “Mi sono attivato perchè una centrale di questa grandezza stravolgerebbe il territorio marsicano, ma anche quello di altre zone abruzzesi”, ha commentato Di Pangrazio, “il governo regionale deve fare chiarezza rivedendo le regole per la costruzione di impianti per la produzione alternativa in maniera dettagliata e utile per il territorio indicando anche le potenze massime”.