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La Marsica rischia un giorno di paralisi, grande mobilitazione del Coordinamento 9 dicembre

Avezzano. Sembrava la solita protesta all’italiana, che si conclude con un nulla di fatto. Invece la mobilitazione che qualcuno ha ribattezzato “Coordinamento Marsica 9 dicembre” potrebbe paralizzare seriamente la Marsica. Alcune riunioni operative, molto affollate, si sono tenute in questi giorni ad Avezzano e ora ci si organizza e per la manifestazione che, secondo le previsioni, potrebbe fermare la città e le principali vie di comunicazione della Marsica. l'italia si ferma mobilitazione 9 dicembre marsica
Saranno organizzati un presidi, non ancora resi noti, per dire basta allo status quo e per far sentire la voce dell’insoddisfazione di quello che sta accadendo in Italia. “L’obiettivo”, afferma Roberto Sidoni, uno degli organizzatori, “è quello di manifestare pacificamente per la sicurezza della Repubblica italiana minacciata dall’attuale sistema politico. Chiederemo l’applicazione della Costituzione per difendere i cittadini e per la sovranità popolare”. Sono già stati preparati i  volantini rossi bianchi e verdi che minacciano di far fermare la Marsica dal 9 al 13 dicembre perché “ribellarsi al potere è un dovere”. Le adesioni all’evento, secondo i responsabili dell’iniziativa, è in costante aumento.
Lo scopo di chiedere le dimissioni dell’attuale classe politica.
I manifestanti sostengono di aver capito che bisogna tornare indietro sui Governo, Partiti , parlamentari nominati con sistemi “anticostituzionali” che non consentono all’elettore di esprimere una preferenza, ed altre Istituzioni lavorano insieme, contro il Popolo che dovrebbero rappresentare e proteggere, per conto delle oligarchie finanziarie che in Italia, come in tutta Europa, dettano legge portando i popoli alla miseria.Non si tratta di una organizzazione politica né di categoria. “Siamo il Popolo oltraggiato, quello che produce ma anche quello che non produce più perché lo Stato lo ha messo in tale condizione”, si legge in alcuni volantini distribuiti ad Avezzano, “siamo il Popolo dei precari, dei senza futuro, di quelli che sperano in un qualcosa di meglio per le generazioni future. Siamo quelli che credono nella forza delle idee, a prescindere se queste possano essere espressione di una presunta “destra” o “sinistra”; al Popolo che lavora non servono le etichette ma serve che i problemi, e sono tanti, siano risolti da gente onesta”.