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La Marsica parla cinese, Avezzano perno del legame tra Italia e Cina con investimenti cinesi e studio della lingua

La Cina è sempre più a portata di mano, anche nel profondo cuore dell’Abruzzo che ha iniziato il nuovo anno rivolgendosi ad Oriente. Il 2020, Anno del turismo e della cultura tra Italia e Cina, vedrà importanti novità come il gemellaggio tra il Parco Nazionale d’Abruzzo e il Parco Cinese dei Panda a Chengdu. Secondo quanto riferito in conferenza stampa dal ministro dell’ambiente Sergio Costa, l’occasione è nata per creare un legame tra due animali che rappresentano la ricchezza delle rispettive biodiversità, «l’orso marsicano e il panda gigante, specie meravigliose ed entrambe in estinzione, si daranno la mano» ha spiegato.

Per la Cina il Centro di ricerca e tutela dei panda giganti di Chengdu, situato a circa 10 km dal centro cittadino nella regione del Sichuan, è certamente un fiore all’occhiello. Grazie alle politiche governative ambientali degli ultimi decenni, l’area è divenuta un importante centro di allevamento e riproduzione dei panda giganti, un programma di successo che ha consentito la sopravvivenza della specie. Da sottolineare è anche l’importanza storica e culturale della regione del Sichuan: culla dell’Età del bronzo cinese, la fase dello sviluppo della grandiosa civiltà e cultura cinese, e punto di partenza dell’antica Via della Seta meridionale, oltreché  luogo in cui venne stampata la prima valuta in carta.

L’iniziativa del gemellaggio, che rientra nel programma di cooperazione fra Italia e Cina per la tutela ambientale, potrebbe essere il primo di una lunga serie di accordi mirati a incrementare le relazioni fra la regione Abruzzo e il Celeste Impero.

Significativa è la presenza nel mercato cinese dei vini abruzzesi che  hanno registrato negli ultimi anni una forte crescita, come è emerso dai dati dell’Osservatorio Permanente a cura di Wine Monitor Nomina, nel primo semestre 2019 l’export di vino dell’Abruzzo è aumentato più della media italiana, con la Cina best performer a +26,8%. Segno che il dialogo funziona.

Il legame del capoluogo della Marsica con l’Asia è stato sancito nella primavera scorsa anche dall’acquisizione cinese dello stabilimento LFoundry, prima azienda della provincia aquilana e seconda per grandezza di tutta la regione abruzzese. Lo stabilimento, che si occupa del settore della microelettrica, è passato in mani cinesi al 100%, secondo i dati riportati dai quotidiani da luglio 2019 i due nuovi soci sono Smic Hong Kong International Limited (70%) e Wuxi Xichanweixin Semiconductor Co. Ltd (30%), ma i dubbi che preoccupano le sorti dei lavoratori e i sindacati sarebbero ancora molti.

Sempre orientale è anche la nuova proprietà della Fiamm Siapra presente nella zona industriale di Avezzano, azienda impegnata nella produzione di batterie auto e industriali, acquisita dalla società giapponese Showa Denko.

Quando si parla di rapporti con la Cina non si può non segnalare la presenza all’interno dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Galileo Galilei” di Avezzano dell’unica classe nell’intera zona della Marsica specializzata nello studio della lingua cinese e nelle discipline europrogettazione.

Un insegnamento che va oltre l’approccio dello studio linguistico, un sapere che allarga gli orizzonti verso una delle culture più antiche del mondo. Un viaggio in un paese non più così lontano, grazie al commerciante straniero della porta accanto, all’insegna del rispetto dell’altro, del diverso, dell’accoglienza verso civiltà sconosciute, nella consapevolezza che la differenza è sempre ricchezza.

Il percorso scolastico dallo scorso anno coinvolge una ventina di ragazzi, che li ha visti impegnati nei primi giorni di gennaio 2020 nell’accoglienza di visitatori e di curiosi nella giornata dell’Open day con programmi specifici sulla Cina e sulla lingua.

Pronti a perfezionare le proprie conoscenze culturali e linguistiche e proporre ad altri studenti l’avvicinamento a questa cultura, partendo dalla lingua, nell’ottica di un sapere che potrà essere utile per un futuro impegno lavorativo. Marta Cardellini

 

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