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La Marsica dallo spazio: le immagini dal satellite rivelano l’antica etimologia del nome Fucino…

Avezzano. La bellissima immagine che riportiamo è stata scattata dal satellite Sentinel-2A, lanciato in orbita qualche anno fa dall’Agenzia Spaziale Europea.

Nella foto del Fucino, scattata con una fotocamera multispettrale in “falsi colori”, con i diversi toni di rosso vengono evidenziate le differenze nel contenuto di clorofilla, che danno indicazioni molto importanti sullo stato di salute delle piante e sulla loro crescita. Dove i rossi sono più luminosi è presente una vegetazione maggiormente attiva dal punto di vista foto-sintetico, come si può notare ad esempio in alcuni campi e lungo la catena montuosa in basso a sinistra, che va in direzione della Valle Roveto.

Molto affascinante anche la nuvola passeggera al centro della foto, che dona tridimensionalità alla foto grazie all’ombra lasciata sui terreni della piana del Fucino. Nel link dell’Agenzia Spaziale Europea (clicca qui) oltre a poter scaricare la foto in alta risoluzione, si fa riferimento anche alla storia del lago Fucino e all’incredibile opera di prosciugamento, portata a termine a fine ottocento dal principe Alessandro Torlonia. Nella pagina vengono anche citati il canale centrale e le cento antenne del Fucino Space Center, meglio conosciuto come Telespazio, che con i suoi 370.000 mq è tutt’ora il più grande centro spaziale civile al mondo.

Eppure l’Agenzia Spaziale Europea non poteva sapere che questa foto, scattata per monitorare lo stato di salute delle piante, può rivelare un doppio significato. Più di qualche storico, infatti, sostiene che il nome “Fucino” derivi da “Fucìna”, il forno incandescente in cui si inserivano i pezzi di metallo per renderli idonei alla lavorazione. Cosa c’entra però il rosso? Sembra che nell’antichità nelle acque del lago crescesse un’alga con una forte tonalità di rosso, che in alcuni periodi dell’anno faceva assumere al lago una colorazione simile a una fucìna. Ma il Fucino e il colore rosso sono legati, perdonatemi il gioco di parole, da un ulteriore filo rosso: le acque del lago di tinsero di quel colore anche nel 52 d.C., grazie al sangue dei 19.000 schiavi che combatterono la più grande naumachia della storia, organizzata all’epoca dall’imperatore Claudio per l’inaugurazione del prosciugamento del lago (maggiori info qui). Il rosso della Fucìna dove venivano forgiate le spade dei leggendari guerrieri Marsi, un popolo che deve il suo nome al Dio della guerra, Marte, il pianeta rosso.

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