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La Madonna di Vico: un quadro sparito dopo il terremoto e poi ritrovato

Avezzano. Era il 13 gennaio dell’anno 1915,quando il terremoto scosse la città di Avezzano. Tra molte devastazioni crollò anche l’antico convento dei Frati Cappuccini, adiacente l’antica chiesa di Santa Maria di Vico, della quale oggi non resta più nulla. La chiesa prendeva il nome dalla località di Vico, ove era sita, alla periferia di Avezzano, nei pressi del cimitero vecchio.Con il terremoto morirono sei frati e sotto le macerie della chiesa rimase anche l’icona di Santa Maria di Vico,della quale gli avezzanesi per molti anni non seppero più niente. Ma iniziamo a raccontare la storia dell’icona da quando venne dipinta da un pittore ignoto nel secolo XV, in  principio era una pala d’altare che aveva al centro la Madonna e nei lati due figure di santi, i quali furono tagliati in tempi successivi, cosi restò solo la Madonna con Gesù in braccio . Prima di essere custodita ad Avezzano nell’antica chiesa di Vico, di origine medievale,l’immagine era custodita in Penna, sulla riva del Lago di Fucino in territorio di Luco. pietraquaria avezzanoDa Penna l’immagine fu rimossa perché quel luogo fu sommerso dal lago di Fucino e venne spostata nella chiesa di Vico, alla quale venne poi annesso nel 1570 il convento dei Cappuccini. Anche Vico era una località prossima al lago di Fucino, prima del suo prosciugamento. Dopo il terremoto la chiesa e il convento distrutti dal sisma non furono riedificati, il convento dei Frati Cappuccini venne ricostruito non sull’antico sito, ma dove ora si trova, in Avezzano, via Lago di Scanno. La nuova chiesa fu costruita tra il1917 e il 1920 e consacrata nel 1922. In questa chiesa si trova ora l’immagine della Madonna di Vico, che fu riportata ad Avezzano solo nel 1972,dopo molte peripezie, poiché di questo quadro, dopo il terremoto, gli avezzanesi non avevano più saputo nulla e lo consideravano scomparso. Infatti, dopo il sisma, il quadro era stato portato nel Museo Palazzo Venezia di Roma, da lì fu portato al museo capitolare di Velletri, quindi tornò nel 1952 a Palazzo Venezia per il restauro. Proprio a Palazzo Venezia il quadro fu visto e riconosciuto da un avezzanese, il professor Francesco Bianchi, il quale negli anni 1966-1968 aveva visitato vari musei della capitale nella speranza di ritrovare il quadro. I Cappuccini s’interessarono alla restituzione del quadro, che venne identificato perchè corrispondeva alla fotografia riportatanel libro “Il Fucino” dell’Agostinoni. Inoltre sul telaio del quadro c’era la scritta “preso dal terremoto di Avezzano”. La prima domanda di restituzione fu inoltrata nel 1968 e dopo molti diverbi i Cappuccini, aiutati dal professor Alvaro Salvi, ottennero la restituzione del quadro, che venne disposta il 9.12.1972 con decreto  dell’allora Ministro della Pubblica Istruzione Oscar Luigi Scalfaro. L’icona ritornò al convento il 23 dicembre dello stesso anno, trasportata in segreto da Padre Anselmo Di Biase, coadiuvato dal confratello Fra Daniele Mastrocola. Il quadro fu esposto ai fedeli il 18 febbraio 1973. Qualche curiosità: andando da Piazza Cavour verso il nucleo industriale di Avezzano si incontra via dei Cappuccini, ricorda appunto il convento scomparso, e il cimitero vecchio di Avezzano era sorto in parte sul territorio dell’antico convento. Il portale in pietra dell’antica chiesa di Santa Maria di Vico è stato riutilizzato nella chiesa di San Giovanni di Avezzano. Matteo Biancone

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