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La donna Fucense, ruolo e prestigio delle dominae nella Marsica italica

Avezzano. Venerdì 23 novembre, dalle ore 16.30 presso la sala del principe di palazzo Torlonia, si terrà il convegno sul ruolo della donna Fucense nella Marsica italica, organizzato dall’Archeoclub Marsica e dalla Pro-Loco.

Il relatore, l’illustre professor Giuseppe Grossi, spiegherà come le ultime fonti archeologiche stiano gettando nuova luce sul ruolo femminile italico e paleoitalico, di cui si conoscono poche informazioni rispetto al mondo greco, etrusco e romano.

Le sepolture mostrano infatti ricchi corredi femminili e la loro centralità nei grandi tumuli familiari con oggetti di prestigio, come gli elaborati dischi-stola, in cuoio e lamina di bronzo decorata da incisioni e trafori, portati sul basso ventre. Oltre ad essere legate, come in tutte le culture mediterranee, all’arte della filatura, le donne fucensi e poi quelle marso-eque, mostrano evidenti segni di potere all’interno di una comunità di agricoltori guerrieri e mercenari: non ha caso, la divinità principale dell’ethnos marso-equo è una donna, una dea-maga Anctia (Angizia) che presiede a tutte le sfere dell’umano locale. Con l’inserimento del Marsi nel mondo romano, dal II al I secolo a.C., queste caratteristiche originali si perdono nella globalizzante cultura latina.

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