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La donna Fucense, ruolo e prestigio delle dominae nella Marsica italica

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Luco dei Marsi. Domenica 27 gennaio, dalle ore 16.30 presso i locali della società operaia di mutuo soccorso, si terrà il convegno sul ruolo della donna Fucense nella Marsica italica, organizzato dall’Archeoclub Marsica e dalla società operaia di mutuo soccorso di Luco dei Marsi.

Il relatore, l’illustre professor Giuseppe Grossi, spiegherà come le ultime fonti archeologiche stiano gettando nuova luce sul ruolo femminile italico e paleoitalico, di cui si conoscono poche informazioni rispetto al mondo greco, etrusco e romano.

Le sepolture mostrano infatti ricchi corredi femminili e la loro centralità nei grandi tumuli familiari con oggetti di prestigio, come gli elaborati dischi-stola, in cuoio e lamina di bronzo decorata da incisioni e trafori, portati sul basso ventre. Oltre ad essere legate, come in tutte le culture mediterranee, all’arte della filatura, le donne fucensi e poi quelle marso-eque, mostrano evidenti segni di potere all’interno di una comunità di agricoltori guerrieri e mercenari: non ha caso, la divinità principale dell’ethnos marso-equo è una donna, una dea-maga Anctia (Angizia) che presiede a tutte le sfere dell’umano locale. Con l’inserimento del Marsi nel mondo romano, dal II al I secolo a.C., queste caratteristiche originali si perdono nella globalizzante cultura latina.