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Viaggio all’interno di Harmony Danza, intervista alla direttrice Candida Giffi: ecco cosa vuol dire vivere questo mondo

Avezzano. Cosa vuol dire vivere di danza? Un interrogativo al quale solo coloro che sono cresciuti a pane e musica possono rispondere adeguatamente. Proprio per questo la redazione di MarsicaLive ha deciso di addentrarsi all’interno del mondo di Harmony Danza per accendere i riflettori su quelli che sono i meccanismi che si celano dietro a una scuola che vive d’arte. La direttrice Candida Giffi ci ha accompagnato in un viaggio alla  scoperta del dietro le quinte.

  1. Quali sono state le tappe principali che hanno permesso alla scuola di raggiungere la posizione che oggi occupa?

Senza dubbio un aggiornamento continuo, il desiderio di offrire sempre di più e di raggiungere livelli sempre più alti, contatti con importanti figure della danza a livello nazionale ed internazionale fino ad arrivare all’offerta di stage, workshop e corsi intensivi annuali come ulteriore e forse privilegiata opportunità per studiare maggiormentedirettrice-harmony-danza. L’esperienza condivisa e di gruppo, ovvero la partecipazione ad eventi nel sociale (città di Avezzano e dintorni) e a contest nazionali, attraverso la formazione di gruppi gara o di coreografie: questo accresce il desiderio di un giovane, pone un obiettivo, intensifica i rapporti e rafforza la passione. Fin dai primi anni di attività Harmony Danza si è aperta e mantenuta in relazione col mondo e al passo con i tempi, sicuramente anche questo è un fattore importante.

  1. Quali sono le caratteristiche principali che contraddistinguono e rendono unico il mondo di Harmony Danza?

Probabilmente ciò che può rendere realmente unico il mondo di Harmony Danza è lo spirito, il principio artistico su cui esso si muove e su cui si muove la danza stessa. Stiamo parlando di arte, e quando si parla di arte non si può pensare alla produttività del mestiere in quanto tale.

Il bello della danza, che si serve di un corpo come mezzo d’espressione, è che non può mentire: puoi esprimere e tirar fuori solo quel che ti appartiene davvero dall’interno, e per farlo bisogna esserne consapevoli, bisogna essere accorti, bisogna accorgersi di quel che si è, di quel che si fa.

Credo che è questo spirito qui a rendere speciale Harmony Danza: la volontà di aprire nei cuori e nella sensibilità dei nuovi giovani delle opportunità per poter esprimere la propria natura, delle opportunità per poter assaporare il senso e la gioia del movimento, delle opportunità per acquisire la consapevolezza del proprio corpo nello spazio in relazione al prossimo, e ancora delle opportunità per sensibilizzarci all’ascolto, di se stessi, del prossimo, di un gruppo, del mondo.

  1. Come vorrebbe che Harmony Danza venisse vista dagli occhi degli allievi che la frequentano?

In virtù di quanto detto precedentemente, sarebbe bello anzi necessario che chiunque sia vicino alla nostra grande famiglia, colga e condivida il senso del nostro lavoro ma soprattutto del nostro obiettivo. È un atto di fiducia anche questo, è vero, ma probabilmente nell’educazione di un giovane è importante anche questo: conoscere la fiducia, imparare a fidarsi, affidarsi a qualcuno che può prendersi cura di te e che può farlo bene, ed è da qui che nasce l’esigenza e il valore di affidarsi a buone scuole e ad insegnanti qualificati. È fondamentale dunque che si crei una sorta di complicità basata su comprensione, dialogo, positività e sincerità da parte di tutti, partendo sempre dal presupposto che l’offerta artistica è ed è sempre stata prima di tutto, per noi Harmony Danza, un atto d’amore prima di un’attività produttiva.

  1. Qual è stato il percorso formativo da lei compiuto?

Diplomata presso l’Accademia Nazionale di danza di Roma, abito il mondo della danza in Avezzano con eleganza e impegno, sempre vicina al cuore pulsante dei giovani per offrire loro un valido percorso di formazione. La passione, la dedizione, l’aggiornamento continuo (anche presso scuole prestigiose come l’Accademia Teatro alla Scala di Milano, come quella del Teatro dell’Opera di Roma, come l’Ateneo DAMS di Bologna) l’impegno profuso con rigore nell’insegnamento della danza in oltre 35 anni di attività della  scuola, la sensibilità verso l’aspetto pedagogico-educativo della danza che ha portato ad accostarmi alla Danza Educativa e specializzarmi ulteriormente nel lavoro con i bambini, l’intento di voler contribuire alla crescita culturale delle nuove generazioni attraverso la sensibilizzazione dei propri allievi alle arti in genere e la divulgazione della danza, fanno di me e della mia scuola un punto di riferimento importante della danza nella Marsica e in Abruzzo.

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