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In attesa del processo per omicidio stradale, torna libero Ayoub: travolse e uccise Sara Sforza

Aielli. In attesa del processo per omicidio stradale, torna in libertà Jarrar Ayoub. Ayoub, 25enne, un paio di mesi fa era già uscito dal carcere, dove era stato trasferito dopo qualche giorno dall’incidente in cui perse la vita Sara Sforza, il 2 gennaio dello scorso anno, sulla Tiburtina a Celano.

Difeso dall’avvocato del foro di Avezzano, Leonardo Casciere, il 25enne fino a inizio mese, si trovava ai domiciliari, con il braccialetto elettronico. Ora è tornato libero: è stata revocata la misura cautelare.

Il processo per la morte di Sara Sforza, estetista originaria di Aielli, di soli 23 anni, inizierà a giugno.

A marzo invece ci sarà l’udienza in cui si discuteranno gli aspetti tecnici e in cui verrà ricostruita la dinamica esatta dell’incidente, grazie a tutte le perizie e i verbali depositati.

Nel processo la famiglia di Sforza non si è costituita parte civile. Lo ha fatto invece quella di Alessio Vergari, 33enne, di Aielli, fidanzato di Sara, che era in auto con lei al momento dello schianto.

A seguito delle indagini seguite all’incidente, Ayoub era risultato positico alcoltest a cui fu sottoposto in ospedale, ma ancora non è chiaro se fosse anche drogato.

Ayoub rischia fino a 18 anni di carcere. Con il rito abbreviato, strada scelta dalla sua difesa, gli anni potrebbero scendere a 12. Ulteriore riduzione di pena si potrebbe avere se in aula si arrivasse ad accertare una “corresponsabilità” nel sinistro.

Intanto le procure di Avezzano e Campobasso continuano a indagare sulle centinaia di messaggi con insulti e minacce, raccolti sui social, indirizzati ai magistrati titolari dell’inchiesta, al cittadino marocchino e al suo avvocato difensore.

I post sono stati lasciati in rete nel periodo intercorso tra l’incidente e la firma della misura cautelare da parte del giudice per le indagini preliminari, misura richiesta dalla procura a seguito delle indagini dei carabinieri, con cui fu possibile il trasferimento in carcere.

I proprietari degli account Facebook sono stati già identidicati mesi fa dai carabinieri di Celano.

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