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Imprese strozzate dall’accesso al credito. Del Corvo: la Regione sblocchi i fondi dei Confidi

Avezzano. La Banca centrale europea ha tagliato il tasso d’interesse principale dallo 0,75 allo 0,5 per cento, raggiungendo un nuovo minimo record. Il suo presidente, Mario Draghi, ha specificato che, le aste con cui fornisce liquidità illimitata a scadenza trimestrale, saranno prolungate fino alla metà del 2014. Il numero uno della BCE ha lanciato un avvertimento anche alle banche, che “non possono utilizzare la mancanza di liquidità come scusa per non fornire credito all’economia”. Parole che suonano come musica alle orecchie del Presidente della Cooperativa di Garanzia Regione Abruzzo, Gruppo Confesercenti, Mario Del Corvo. A dire il vero, attacca Del Corvo, sono una speranza per tutti quegli imprenditori, piccoli artigiani e commercianti, che quotidianamente si battono per contrastare il cosiddetto credit cruch, che colpisce principalmente le Micro – Piccole Imprese,  che ricorrono in modo quasi esclusivo al credito bancario per le loro necessità finanziarie. Alla BCE, come stanno facendo le nostre Associazioni di Categoria a livello nazionale, riunite in Rete Imprese Italia, occorrerebbe imporre l’erogazione di speciali finanziamenti alle banche, con vincolo di destinazione a favore del credito Anziani pensionealle imprese e non come successo nel recente passato, quando oltre 250 miliardi girati dalla Banca Europea ai nostri Istituti di Credito, al tasso dell’1%, sono serviti per sanare i debiti delle banche e dello Stato. Ma è sulle Banche che Del Corvo vuole soffermare l’attenzione. I prestiti alle imprese fino a 20 addetti, in Italia, continuano a scendere: dal 2011 il calo è costante ed ormai si è stabilizzato sopra il 6%. Addirittura, in Abruzzo, nei primi nove mesi del 2012 il credito, ha subito una restrizione complessiva di 503 milioni di euro, realizzando il peggior risultato degli ultimi 10 anni. La liquidità non esce dalle Banche e quando questo avviene è a caro prezzo. Il costo del denaro per artigiani e Pmi non è più sostenibile. Le piccole imprese che accedono al credito, pur con il tramite di Confidi, si vedono applicare in tasso di interesse, in media, del 6%. Per gli alti, in particolare per le operazioni a revoca siamo ormai alla doppia cifra. Senza considerare le varie imposte, balzelli e commissioni, l’ultima la CIV (commissione istruttoria veloce) che stanno costringendo le nostre imprese a vere e proprie “rapine mascherate”. Serve un’inversione di tendenza o ci sarà il tracollo. Bene quindi ha fatto la BCE, ora però le banche facciano la loro parte e finanzino le imprese. Del Corvo punta il dito anche sulla Regione, che da 4 anni non dà più un euro ai Consorzi Fidi ed alle Cooperative di Garanzia, per facilitare l’accesso al credito. Proprio da quando la crisi ha iniziato a mordere e le imprese avevano bisogno di sostegno, la nostra regione, in controtendenza con le altre a livello nazionale, non ha trovato il modo di sostenere adeguatamente le uniche strutture che attenuano lo strapotere delle banche nei confronti della piccola impresa. Ora pare che vi sia un accordo a livello regionale, sottoscritto da tempo sia dalla Regione che dalle Organizzazioni di Categoria, Confesercenti in testa, per mettere a disposizione del sistema dei confidi, e quindi delle imprese, 42 milioni di Euro (24+18). Sollecitiamo la Regione Abruzzo affinché sblocchi in tempi rapidi questi fondi da destinare ai consorzi fidi, prima che sia troppo tardi. Diversamente, le imprese sono pronte alla serrata ed a scendere in piazza.