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Impianto di biometano, la Marsica orientale ha paura. Mobilitazione di sindaci e cittadini per bloccare l’opera

Collarmele. I comuni del territorio si oppongono e si incontrano per fermare l’opera per l’apertura dell’impianto per la produzione di biometano. Ieri a Collarmele si è tenuta una riunione per bloccare l’impianto della Biometano energy srl con sede a San Benedetto dei Marsi. Struttura che si trova alle porte di Collarmele e al confine con i territori comunali di San Benedetto dei Marsi e Pescina.
L’iter autorizzativo, che non è passato  attraverso i Comuni ma va direttamente nelle mani dei funzionari della Regione Abruzzo, è praticamente concluso.

I sindaci delle tre realtà interessate, Antonio Mostacci (Collarmele), Quirino D’Orazio (San Benedetto dei Marsi) e Stefano Iulianella (Pescina), dopo aver presentato nei mesi scorsi delle osservazioni in merito, rilevando alcune problematiche, ora tornano alla carica affiancati dai cittadini.

Nel corso dell’incontro nella sala “De Filippo” a Collarmele ieri pomeriggio si è fatto il punto della situazione. I sindaci hanno ribadito le motivazioni, legate principalmente alla questione dell’agricoltura che, a loro dire verrebbe penalizzata, per le quali l’impianto non va aperto. Il viavai di tir, secondo i primi cittadini, renderebbe la “situazione difficoltosa e poco gestibile” sia per i cittadini che per il settore agricolo. Erano presenti anche i sindaci di Scurcola Marsicana, Olimpia Morgante, e di Magliano dei Marsi, Mariangela Amiconi, oltre a rappresentanti di categoria e consorzi agricoli.

 

 

 

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