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Il trionfale concerto di Carusi e Filippetti all’auditorium per il ventennale dell’associazione Anziani

Celano. Deve essere certo così per gli artisti autentici, per i ‘fenomeni’ -per usare un termine mutuato dal calcio-, in particolare della musica. Una sorta di metamorfosi, di trasfigurazione, che li fa sembrare -forse diventare, chissà- altro per il tempo della loro esibizione. Così sono apparsi Nazzareno Carusi ed Enzo Filippetti, sotto le luci dell’auditorium di Celano, per il concerto dedicato alla locale Associazione Anziani, che festeggiava i vent’anni dalla fondazione. Due artisti votati ad una fusione totale con i loro strumenti, al culmine di una sorta di corpo a corpo ingaggiato rispettivamente col pianoforte (Carusi) e col sassofono (Filippetti). Come se, oltre alle modulazioni consuete, cercassero di trarre da quegli stessi strumenti qualcosa di nuovo, di inaudito. Così il pubblico che ha gremito l’auditorium, rapito ed estasiato, ha potuto seguire i virtuosismi di due artisti che hanno fortemente voluto rendere possibile un evento a suo modo eccezionale, vista la caratura di musicisti che si sono esibiti in molte delle più prestigiose sale internazionali, da Salisburgo a Parigi, da New York a Milano, da Venezia a Caracas, da Buenos Aires a Chicago.

Applausi a scena aperta e una ovazione finale per Carusi e Filippetti, che hanno chiuso il concerto con una sonata di Paul Creston per sassofono contralto e pianoforte. Un trionfo, ed una serata di arte autentica, per Celano. (m.c.)