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Il saluto del vescovo Pietro Santoro alla Marsica: “grazie per 14 anni di emozioni e fatti” (Foto)

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Avezzano. Il saluto ufficiale di monsignor Pietro Santoro al popolo dei Marsi è stato un saluto paterno, amorevole. Oggi pomeriggio in cattedrale l’amministratore apostolico ha parlato con il cuore. Lo ha fatto con semplicità e sincerità davanti ai sindaci in fascia tricolore, ai confratelli arrivati da tutto il territorio e ai tanti fedeli commossi. “Detesto gli accumuli di parole perché in fondo ce ne vogliono così poche per dire le cose che contano nella vita. Mi lascio guidare dalla testimonianza di questa giovane morta ad Auswich”. Ha parlato di “un legame invisibile ma immenso che è la preghiera. 14 anni di fatti e di emozioni li colloco tutti nell’unico pensiero del cuore: ‘grazie’. È l’unico pensiero riassuntivo del mio cuore”.

“Come è stato scritto, ed è profondamente vero, un incontro non si sceglie, ma si prende come un vestito e quando è avvenuto è compiuto per sempre.Non faccio bilanci sulle cose fatte e quelle non fatte. La chiesa non è un’azienda”. Alla cerimonia c’erano i sindaci del territorio, le associazioni, le autorità tutti uniti per salutare con gioia il vescovo Santoro. Il prossimo vescovo di Avezzano sarà monsignor Giovanni Massaro, finora vicario generale della diocesi di Andria, nominato da Papa Francesco lo scorso 23 luglio, dopo aver accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Avezzano, presentata da monsignor Pietro Santoro.

“Per tutti”, ha concluso Santoro, “arriva il tempo della sera, in cui si recita l’invocazione della sera, ‘resta con noi Signore’. Lui è qui e sarà sempre qui nell’Eucarestia e nella locanda di Emmaus. Questo conta, questo resta, il resto è soltanto silenzio. Amen”.

“Oggi è un giorno triste per la nostra comunità”, ha sottolineato il sindaco facente funzione Domenico Di Berardino, “ma sono certo che il ricordo del suo vescovato rimarrà nel nostro cuore e nella storia della nostra comunità”.

“Si apre una casa tra le montagne marsicane”, ha detto don Antonio Allegritti a nome dei giovani sacerdoti della diocesi, “ma non si chiude la prima casa. Si senta abbracciato da ognuno di noi con lo stesso abbraccio che ci ha dato alla nostra ordinazione”.
A concludere la testimonianza dei ragazzi dell’equipe di Pastorale Giovanile che hanno detto al vescovo un semplice “ti voglio bene”.