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Il rotolo dell’Exultet in mostra all’archivio storico della diocesi di Avezzano

Avezzano. Apre al pubblico dal 10 al 14 Aprile presso l’archivio Storico Diocesano in via Mons. Domenico Valerii ad Avezzano la prestigiosa mostra del Rotolo dell’Exultet, datato intorno alla metà dell’XI secolo e considerato come il documento più importante dell’archivio della Diocesi dei Marsi. L’Exultet è il canto che si esegue la notte del Sabato Santo, dopo la benedizione del fuoco e l’accensione del cero pasquale, prima delle celebrazioni della messa della risurrezione di Gesù Cristo. È uno dei canti liturgici più antichi che ancora oggi si esegue nella solenne liturgia della Veglia Pasquale, davanti al Cero acceso, al centro dell’altare, simbolo della risurrezione di Cristo. È un appassionato inno alla luce che illumina la notte dell’umanità e guida gli uomini verso l’aurora del giorno della redenzione e della salvezza. Il Preconio pasquale, che comincia appunto con le parole: «Esulti il coro degli Angeli, esulti l’assemblea celeste…», per tradizione viene cantato nella Notte Santa dal Diacono che all’epoca srotolava pian piano la pergamena, ossia il rotolo dell’Exultet, il quale diventava così uno strumento funzionale e comunicativo che, riunendo in sé immagine, parola e musica si costituiva come “annuncio” e conferiva solennità al mistero celebrato. L’esposizione dell’antico documento della nostra Diocesi richiama dunque l’attenzione sull’uso dei rotoli pergamenacei durante la liturgia pasquale nel Medioevo e sulla loro importanza nella storia della musica e della paleografia musicale. Sappiamo, infatti, che i miniatori medievali si cimentarono in un’intensa e raffinata perizia per la creazione di questi rotoli, e quello di Avezzano ne è uno splendido esemplare. L’Exultet fa parte di una triade costituita anche dalla figura del vescovo Pandolfo e dalla sede della cattedrale diocesana, rappresentando il simbolo dell’unità di quest’ultima e la magnificenza di Pandolfo che fu chiamato a sigillare e gestire la risoluzione di una importante vertenza amministrativa che si era creata nella diocesi. Siamo nell’epoca in cui la Marsica inizia ad avere una propria organizzazione politica, un movimento che prende le mosse dall’881 quando la contea dei Marsi iniziò a rendersi autonoma dal ducato di Spoleto e da quando i grandi monasteri (Montecassino, Farfa e S. Vincenzo al Volturno) iniziarono ad allargare i loro già cospicui possedimenti lungo le sponde del lago del Fucino. Dispute tra signori e abati del centro Italia, alle quali si aggiunsero il Papato e i Normanni e che porteranno a dividere la Marsica in due diocesi, una con sede a S. Sabina in Marruvio (odierna S. Benedetto) e l’altra a S. Maria in Cellis in Carsoli. È accertato, che i Rotoli degli Exultet avevano anche la funzione di divulgare ai fedeli gli avvenimenti dell’ultima settimana di vita di Cristo servendosi delle particolari miniature figurali. Il Rotolo avezzanese – tuttavia – non ha queste miniature (vi è soltanto un volto umano nella sez. 7), probabilmente perchè  aveva un altro fine come potrebbe indurre a ipotizzare la scelta di usare grandi lettere iniziali. Oltre alla preziosa pergamena verrano esposti anche alcuni messali di varie epoche per mostrare l’evoluzione in forma stampata del testo e della musica dell’Inno pasquale. Inoltre, per aiutare i visitatori alla comprensione dell’uso liturgico e catechetico del rotolo dell’Exultet, verrà mostrata una moderna versione stampata dell’Inno del Cristo risorto. La mostra è ideata e organizzata da don Ennio Grossi, cancelliere della Curia Vescovile e cappellano del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, e dai i suoi collaboratori dell’Archivio storico (Eleonora Di Cristofano – Antonio Socciarelli e Stefania Grimaldi). I visitatori, prima della mostra, saranno invitati a vedere un breve filmato, realizzato a cura di don Andrea De foglio, che li aiuterà comprendere la finalità della mostra e a scoprire questo prezioso tesoro che da un millennio

appartiene alla storia liturgica della nostra Diocesi dei Marsi. A dare maggior prestigio all’esposizione, già dall’alto valore storico e scientifico, è il fatto che le apparizioni in pubblico del prezioso manufatto sono molto rare: fu infatti pubblicato per la prima volta nel 1933; esposto nel 1953 a Roma a Palazzo Venezia per una Mostra storica nazionale della miniatura; nel ’59 alla “Mostra della miniatura in Abruzzo” e infine nel 1994 a Montecassino. La mostra sarà aperta al mattino dalle 9.00 alle 12.30 e al pomeriggio dalle 15.00 alle 18.30.
Gianluca Rubeo

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