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Il piromane colpisce ancora tentando un nuovo incendio, salve faggete e conifere

Collelongo. Il piromane torna a colpire nella zona dell’incendio divampato ieri mattina tra Collelongo e Trasacco e che era oramai spento. Un altro rogo e’ stato infatti appiccato a circa un chilometro dall’estremita’ del primo incendio, nei pressi della cava nel Comune di Ortucchio. La zona e’ di grande interesse paesaggistico a causa della presenza di faggete. Gli operatori a terra, una cinquantina tra forestali, vigili del fuoco e volontari della protezione civile, hanno pero’ fermato in tempo il nuovo rogo e ora e’ caccia all’uomo. Nella zona sono in corso perlustrazioni per individuare il piromane. I rifornimenti di acqua avvengono per gli elicotteri nel laghetto di Borgo Ottomila, nel Fucino, mentre per gli aerei nel Lago del Salto, in provincia di Rieti. Nella zona sono state eseguite perlustrazioni per individuare il piromane. Il giorno precedente era stato avvistato il piromane che ha provocato l’incendio ai confini con il Parco. Dei testimoni lo avevano visto fuggire ed era stato inseguito dagli uomini della Forestale. Era riuscito però a dileguarsi nel bosco. Gli operatori a terra, una cinquantina tra forestali, vigili del fuoco e volontari della protezione civile, hanno fermato in tempo il nuovo rogo.  Sul fronte dell’incendio più esteso, le fiamme sono state circoscritte anche grazie all’intervento dei mezzi aerei intervenuti: un Canadair, due Fire Boss e un elicottero della forestale AB412. Le operazioni sono continuate fino al tramonto in via precauzionale, finalizzate a evitare che i focolai già spenti potessero riaccendersi. I rifornimenti di acqua avvenivano per gli elicotteri nel laghetto di Borgo Ottomila, nel Fucino, mentre per gli aerei nel Lago del Salto, in provincia di Rieti. Sono oltre venti gli ettari divorati dal fuoco, dieci di bosco ceduo, e dieci di pascolo e sterpaglie, oltre a qualche campo coltivato. La certezza dell’origine dolosa è data dai diversi punti di innesco, tre almeno, distanti anche centinaia di metri. Sono stati salvati circa trecento ettari di bosco di conifere sul Monte Labrone e una grossa faggeta. Anche grazie all’intervento aereo è stato scongiurato un vero e proprio disastro ambientale.