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Il mistero dei cattivi odori nella Piana del Cavaliere: perché dopo 8 mesi la sorgente del problema è ancora ignota

Resta l'incognita Toluene nell'aria. Prevista un'assemblea pubblica tra due giorni

Carsoli. Sono passati otto mesi, forse di più. I residenti della Piana del Cavaliere, soprattutto quelli di Carsoli e Oricola, lamentano la presenza di  puzza persistente in alcune ore della giornata.  La preoccupazione cresce ma fino a oggi  nessuno sa da dove proviene, nessuno è stato in grado, nonostante le numerose tecnologia a disposizione ormai da tanti anni per il rilevamento degli odori, di capirne la fonte.

Da quale fabbrica arriva questo odore nauseabondo resta un vero e proprio mistero. Non sono stati forniti dati ufficiali nonostante i tanti mesi  di persistenza del problema. I dati sembrano sempre in via di elaborazione. Ma la provenienza  una eventuale pericolosità per la salute dei cittadini restano ignoti. 

Le indagini, eppure, sono in corso da tempo. Ci sarebbero rilevamenti  dell’Arta, accertamenti forestali, continui monitoraggi. Ma non è stata mai fornita una risposta.  Si parla addirittura di due monitoraggi, uno  nel breve  termine e  uno nel lungo periodo. Ma nonostante il pressing della popolazione, quello della stampa e le sollecitazioni del comune e degli enti pubblici, il mistero rimane. 

Simulazione dati Ioms

Eppure esiste il naso elettronico, più correttamente denominato Ioms (Intrumental odour monitoring system),  un dispositivo per la valutazione in continuo dell’impatto olfattivo che permette di misurare il fastidio arrecato da sorgenti maleodoranti. Uno strumento che permette di trovare, in breve tempo, la provenienza delle puzze.  Una volta acquisita l’impronta olfattiva dei  campioni e delle loro diluizioni calibrate, infatti, è possibile la calibrazione del naso stesso al riconoscimento delle diverse “sorgenti” odorigene con la risposta tarata in concentrazione di odore.
Registra in continuo la presenza di odori, ne riconosce la provenienza e ne fornisce l’intensità in unità olfattometriche. In questo modo, dal rapporto tra il numero di eventi odorigeni e il tempo totale, si ricava la frequenza degli episodi di odore, che è in relazione con la valutazione quantitativa della molestia olfattiva e quindi con la normale tollerabilità degli esposti.

Il toluene poi è una questione annosa apparentemente risolta, ma mai chiusa. Il livello di toluene rilevato nell’aria risulta non  pericoloso per i cittadini, nonostante sia più alto della media e nonostante i valori registrati negli anni siano importanti. Qualcuno però ipotizza che potrebbe essere la causa dei miasmi.  Ma anche su questo le risposte date sono incerte. i cittadini si domandano come mai, dopo quasi un anno di proteste, ancora la fabbrica responsabile di questi cattivi odori non sia stata ufficialmente individuata. Mercoledì è prevista un’assemblea pubblica in cui saranno forniti dei dati in merito e sarà rivelata la sorgente di provenienza. 

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