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Il grano fucense dopo il prosciugamento? Alto fino a due metri e rendeva il doppio degli altri

Fucino. A Luco i contadini più anziani lo raccontavano sempre con grande orgoglio “dopo il prosciugamento il grano del Fucino era alto più di due metri!”. Adesso però, grazie ai Fratelli Ingegnoli di Milano che ci hanno fornito questi interessantissimi reperti d’archivio, lo sappiamo con certezza. Nei documenti d’epoca, illustrati magnificamente a colori e risalenti alla “Domenica  del Corriere” del 1899, troviamo le caratteristiche tecniche del frumento Fucense, vantate dalla ditta Ingegnoli, incaricata esclusiva per la rivendita del grano Fucense, originario delle tenute del Principe Torlonia al Fucino “Ha vegetazione robustissima, resistente a qualsiasi intemperie, e non va soggetto a ruggine e nebbie. Paglia alta 2 metri e produzione superiore a tutte le varietà fin qui coltivate. Raccomandato dai Sindacati Agricoli, Comizi e Consorzi Agrari”. Ma abbiamo anche le testimonianze di importanti coltivatori e aziende agricole dell’epoca “Il Fucense mi ha reso quasi il doppio degli altri frumenti” – “La media dei nostri frumenti è di 30 grani, il Fucense invece ha 50 grani per spiga” – “Risultato superiore ad ogni aspettativa”. Ma come si spiega quest’incredibile rendimento? Non c’è da meravigliarsi visto che la terra del Fucino è, notoriamente, una delle più feraci al mondo. Chi pensa però che questo sia un discorso prettamente campanilistico, sbaglia. Tutto ciò è possibile essenzialmente per due motivi: il primo è che la terra del Fucino è “giovane”, pertanto è sfruttata da soli 150 anni rispetto a qualsiasi altro terreno agricolo. Il secondo è che fino a pochi anni fa era il fondo di un lago, pertanto la struttura limo-argillosa delle terre, la capacità di ritenzione idrica dei terreni e la risalita idrica delle falde sottostanti, permettono alle colture di esprimere al meglio il loro potenziale. Come se non bastasse i pesci morti in decine di migliaia di anni ne hanno “concimato” il fondale, dotandolo di caratteristiche organolettiche uniche. Non è un caso, infatti, che nelle famose patate del Fucino oltre a selenio, azoto, fosforo e potassio, siano state trovate tracce di Omega3. Patate che, grazie a queste caratteristiche uniche al mondo, dall’anno scorso hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento IGP. @francescoproia (Si ringrazia la ditta “Fratelli Ingegnoli” di Milano per il prezioso materiale d’archivio fornito)