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Il grande teatro torna a Collelongo con la compagnia Le Beatrici: previsto un doppio appuntamento

Collelongo. Una due giorni in compagnia del grande teatro. Sabato 29 dicembre, alle 21.00 e domenica 30, alle 18.00, il teatro Botticelli di Collelongo ospiterà ancora una volta la compagnia “Beatrici” con il nuovo spettacolo dal titolo “Ritratti”. Si avvicenderanno sulla scena 7 ritratti diversi di uomini e donne, 7 diversi modi di ritrarre il mondo, di provare rabbia, di rivendicare, di sfottere, di urlare, di piangere e di ridere.

E’ di nuovo Benni in scena, con il suo dolce e audace disincanto, con la sua grazia spietata e…sboccacciata di leggere la vita, con la sua malinconica e divertita ironia. Lo spettatore si troverà, così, a guardare l’umanità con gli occhi di un topo, anzi di una topastra, tozza e maleodorante e di un cagnolina costretta alle sedute psicoanalitiche, che rivendicheranno con rabbia e con orgoglio ferito il diritto a esistere e a essere trattati con rispetto;

si troverà a divagare con il Dottor Divago, l’uomo che non riesce mai a cogliere l’attimo, i cui pensieri sono sempre altrove, e che anche nei momenti più intensi della vita si perde in elucubrazioni; si troverà a esplorare i sottili confini tra realtà e menzogna, tra l’essere traditi e tradire, nell’animo di una donna disperata per un amore che l’ha delusa e aperta a una realtà altra che va oltre i confini di un rapporto ormai logoro; e ancora, esplorerà i confini tra odio e amore, e si troverà a  indagare le casualità che rendono un uomo quello che è, vittima o assassino, attraverso le riflessioni di una moglie schiva e sottomessa…forse!;

vivrà la rabbiosa nostalgia per un mondo, che ormai non è più, della strega/regina Grimilde che l’avanzare dei tempi ha reso obsoleta: la più creativa delle streghe è ormai stata superata anche in cattiveria dalla società contemporanea; e, infine, si troverà a sognare col muratore un mondo dove costruire case di mattone “con dentro delle persone vere, vive e vegetali”, case piccole ma piene di umanità e rispetto per tutti gli esseri umani.

E’ la vita, che si dispiegherà sul palco del Teatro Botticelli; è l’umanità in tutta la sua meschinità e grandezza e, come fa dire  Benni a uno dei suoi personaggi: “Io darei tutti i prodigi dell’eternità per una preziosa, breve vita sulla terra. Da lì, soltanto da lì si può vedere l’eternità”

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