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Il Complesso Bandistico Città di Tagliacozzo e i Maestri De Benedictis: note di musica e di storia

Tagliacozzo. La rivista “Risveglio musicale” nel numero di marzo/aprile 2020 ha ospitato un interessante articolo a firma di Jacopo Elia Bottini sulla storia del complesso bandistico città di Tagliacozzo e i Maestri De Benedictis. Insieme all’autore dell’articolo e al presidente del complesso, Carlo Chicarella, MarsicaLive ha voluto lanciare un appuntamento settimanale dedicato a questa importante ricerca proponendola ai suoi lettori. A partire da oggi, ogni mercoledì, verrà pubblicata una tappa del lavoro di Bottini che porta alla luce aspetti della storia musicale di Tagliacozzo noti a pochi.

“Era l’agosto 2018 quando da Novara, in compagnia di mia zia Rossella, abile ricercatrice e custode delle memorie familiari, giunsi alla stazione di Avezzano. Lungo il tragitto in treno, sul convoglio che da Roma ci stava portando verso il centro della Marsica, passammo per molti paesi al confine tra Lazio e Abruzzo, che fino ad allora conoscevo solo per mezzo dei racconti tramandati da mia nonna Ada De Benedictis.

A bordo di quel vecchio e rumoroso vagone, che risaliva tratti scoscesi e costeggiava pareti rocciose, l’impressione fu quella di ripercorrere il viaggio che i nostri antenati intrapresero per realizzare le proprie ambizioni. Più precisamente, mi riferisco a quel tratto ferroviario realizzato sulle tracce dell’antica Via Tiburtina Valeria e che, attraversando l’Appennino centrale, giunge fino alla costa adriatica.

Ad accoglierci con affetto, il Presidente del Complesso Bandistico “Città di Tagliacozzo”, Carlo Chicarella, e il compianto prof. Gianluca Tarquinio, stimato musicologo, discologo e insegnante, scomparso prematuramente qualche mese fa. Durante il nostro soggiorno a Tagliacozzo abbiamo avuto modo di poter visitare e passeggiare per le antiche vie del borgo che oggi, come due secoli fa, vedono sfilare e sentono suonare la storica banda cittadina, attualmente diretta dal Maestro Alberta Tabacco.

Interessato e partecipe si è mostrato anche il sindaco Vincenzo Giovagnorio, che abbiamo avuto il piacere di incontrare nell’attuale sede della banda, un moderno edificio dotato di un’attrezzata sala per le esercitazioni musicali, ricca di cimeli e trofei. Gli amici Carlo e Gianluca sono stati i primi, e solo due, delle innumerevoli persone contattate negli ultimi anni, con il tentativo di reperire informazioni utili a ricostruire le vicende familiari.

Questa minuziosa e ancora incompleta ricerca ha svelato un’intricata storia di famiglia, di musicisti e musicanti, che si intreccia con la storia di un territorio e di una società profondamente legata alle proprie tradizioni, al folklore e al sapere popolare. Risalendo in senso figurato l’albero genealogico familiare dal ramo De Benedictis, sono giunto a Casoli, un caratteristico borgo della provincia di Chieti, arroccato col suo imponente castello ducale su un tenue colle, sottostante il maestoso massiccio della Majella.

Siamo nel 1831 e un giovane don Raffaele De Benedictis1, prendendo in sposa donna Marianna Schiaramazzo, dichiara di essere figlio del fu Giuseppe De Benedictis, di professione musicante, a sua volta figlio del fu Timoteo De Benedictis, anch’egli musicante. Con queste poche informazioni possiamo affermare che il primo legame documentato tra i De Benedictis e la musica risale sicuramente alla seconda metà del Settecento. (…)

 

1                Raffaele nasce a Casoli (CH) nel 1811. La sposa è originaria di Caramanico Terme (PE), ed è qui che nel 1832 nascerà il primo figlio della giovane coppia, Antonio. La professione di maestro di musica, porterà Raffaele a cambiare molto spesso luogo di lavoro e residenza. La moglie Marianna lo accompagnerà in tutti i suoi spostamenti e, per questa ragione, darà alla luce i successivi figli ognuno in località diverse.

 

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