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Il barista marocchino di Luco di nuovo in cella, la difesa: ricorreremo al riesame

Avezzano. Le fiamme giallo lo hanno arrestato per la terza volto in pochi mesi. Youssef Bya, il proprietario 29enne marocchino del bar “Black out”, il locale di Luco frequentato anche da molti stranieri e finito al centro delle proteste a causa degli innumerevoli episodi di criminalità avvenuti lo scorso anni e ai primi mesi del 2012, è tornato in cella. Era stato scarcerato per un vizio di forma dopo essere finito in cella per spaccio. La volta precedente era stato arrestato dalle fiamme gialle per resistenza e violenza a pubblico ufficiale poiché aveva mandato all’ospedale due finanzieri che stavano eseguendo dei controlli all’interno dell’esercizio pubblico. Al giovane, difeso dall’avvocato Roberto Verdecchia, erano stati concessi gli arresti domiciliari. Nel locale, che è intestato alla moglie del giovane straniero, erano state trovate anche due slot machine non in regola con la normativa. L’ultima volta, invece, era stato arrestato insieme a un connazionale e alla moglie con l’accusa di spaccio. Il tribunale del riesame però aveva annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa ai primi di marzo dopo la convalida del gip di Avezzano. Alla basa sembra ci fosse stato il mancato invio al tribunale delle trascrizioni degli interrogatori degli indagati al Tribunale. Ora il Gip di Avezzano ha accolto l’istanza del Pm Maurizio Cerratto e il marocchino è tornato in cella. La difesa ha annunciato un nuovo ricorso al tribunale del riesame.