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I parroci di Pescina si appellano alle istituzioni: non fate morire l’ospedale Serafino Rinaldi

Pescina. Un appello per potenziare l’ospedale Serafino Rinaldi e impedirne la morte. Don Giovanni Venti, parroco di Santa Maria delle Grazie di Pescina, don Michele Saltarelli, parroco di San Giuseppe di Pescina e don Tonino Spanalatte, amministratore parrocchiale di Santa Maria del Carmine nella frazione di Venere hanno assistito in questi mesi alle difficoltà riscontrate da tanti pazienti marsicani seguendo l’evoluzione dell’emergenza passo passo. Per questo hanno deciso di chiedere ai rappresentanti istituzionali di non far morire l’ospedale di Pescina punto di riferimento per l’intero territorio.

“Nei giorni di festa natalizi”, hanno spiegato i parroci, “passando vicino l’ospedale ne abbiamo ammirato le luci dell’addobbo fatto all’esterno, ci ha fatto piacere perché l’idea, suggerita dai catechisti ai nostri bambini e ragazzi, è stata un modo per esprimere e sentirsi vicini agli ammalati, ai medici che tanto hanno fatto e stanno facendo in questo periodo così particolare. un’atmosfera che sembrava ridare vita alla nostra città, purtroppo è stato solo per quel momento”. I parroci del Comune di Pescina hanno visto “tanta sofferenza e preoccupazione con l’ospedale di Avezzano al collasso mentre quello di Pescina con stanze spaziose e ben tenute e letti liberi, neanche preso in considerazione. Se non i malati di covid, almeno altri con altre patologie potevano essere accolti.

Noi parroci del Comune di Pescina, abbiamo ascoltato e raccolto il lamento di tante persone che vivono la situazione attuale con paura, ansia ed angoscia e confidano in chi può garantire una maggiore sicurezza nei luoghi in cui si vive quale un presidio ospedaliero”. Don Giovanni, don Michele e don Tonino hanno chiarito di non voler entrare nel merito di questioni politiche che non gli competono ma semplicemente di voler dare un suggerimento. “Dato che la salute non ha colore politico ma ricordare che la salvaguardia di essa è un diritto di tutti”, hanno concluso, “non possiamo, non dobbiamo, non vogliamo tacere ma supplicare con forza chi può intervenire prendendo a cuore e risolvere la “questione tormentata”, ridonando e potenziando ciò che di diritto a esso spetta: l’ospedale Serafino Rinaldi”.