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I Love Abruzzo si arricchisce di nuovo simbolo: è la Torre Medicea di Santo Stefano di Sessanio

Nella collezione di gioielli realizzata dal maestro orafo Giuliano Montaldi entra la Torre Medicea di Santo Stefano di Sessanio, in provincia dell’Aquila. Uno dei simboli della regione più noti, tornata al suo antico splendore solo da qualche mese, a seguito dei lavori di miglioramento sismico e ricostruzione, necessari in seguito al sisma del 2009.

Il maestro Montaldi presenterà il nuovo ciondolo domani, 6 agosto, insieme al sindaco Fabio Santavicca, nel suggestivo borgo dell’Aquilano. Alla presenza di numerosi ospiti che relazioneranno sulla storia della famosa Torre, che attrae già numerosi turisti, in uno degli angoli più belli e suggestivi d’Abruzzo.

Per noi una modella d’eccezione questa volta: l’avezzanese Valeria Gallese, che ha trovato ormai la sua seconda casa a Santo Stefano di Sessanio, dove ha la sua bottega “Aquilana”… di cui vi racconteremo presto…

Tutti i dettagli sul nuovo ciondolo saranno svelati domani sulla pagina Facebook I Love Abruzzo – Montaldi Gioielli, oltre che su Marsicalive e Abruzzolive.

 

La Torre Medicea di Santo Stefano di Sessanio

La storia della torre è di fatto la storia del paese di Santo Stefano di Sessanio, soprattutto nella fase di insediamento e incastellamento del borgo. I primi insediamenti si fanno risalire al periodo dell’Alto Medioevo, approssimativamente nel periodo della colonizzazione monastica. Dopo le invasioni saracene e con i cambiamenti connessi al processo di “al livellamento” si avvia presumibilmente, la fase di formazione del castellum di Santo Stefano. La presenza di insediamenti rurali e la vicinanza al convento cistercense di Santa Maria del Monte accreditano l’ipotesi dell’esistenza sulla sommità del colle di una torre di solo avvistamento, a scopo difensivo. L’edificio era costituito inizialmente dal solo fusto cilindrico privo di coronamento, con porta di accesso ad una quota elevata e con finestre, tutti elementi incorniciati da blocchi in pietra. Sarà proprio la presenza di questo singolare elemento edificato a determinare la genesi del tessuto edilizio circostante. L’evolversi delle tecniche militari e l’avvicendarsi di fenomeni rovinosi inducono cambiamenti e modifiche della versione originale della torre. È possibile riferire al periodo angioino la sua trasformazione più vistosa che aggiunge alla canna cilindrica originale l’apparato a sporgere del coronamento impostato su beccatelli a tre aggetti che trasformano di fatto la torre in un vero presidio di difesa del borgo. Sostanziali cambiamenti seguirono, anche nel borgo di Santo Stefano, alla vendita nel 1579 della Baronia di Carapelle a Francesco I dei Medici. Il restauro della torre, senza cambiamenti sostanziali, venne ricompreso nei più generali lavori di abbellimento del borgo, ormai al centro di un’intensa attività commerciale, tanto da essere, successivamente e in modo improprio, definita “torre medicea”. Ulteriori e successivi interventi di riparazione per danni di guerra e per quelli causati dai disastri naturali, tra cui sicuramente precedenti terremoti, hanno riguardato la torre.

 

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