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Grido di dolore settore benessere Avezzano: “stop forzato aumenta abusivismo”

Il consigliere comunale Genovesi (Lega) raccoglie l'appello di Confesercenti: incontro con D'Incecco per raccogliere istanze che arrivano da tutto il mondo produttivo

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Avezzano. “La Lega è vicina agli operatori del settore benessere”, così dichiara il coordinatore della Provincia dell’Aquila e consigliere comunale di Avezzano Tiziano Genovesi, “mi unisco personalmente al grido di dolore e rabbia che, questa mattina, i nostri imprenditori locali hanno fatto alzare dal cuore pulsante di Avezzano, attraverso la loro manifestazione in centro”.

L’esponente della Lega, dunque, raccoglie l’accorato appello lanciato nei giorni scorsi da Filiberto Figliolini, responsabile nazionale di Confesercenti per il settore dell’Acconciatura e da Arianna Pulsoni, presidente del settore Estetica per Confesercenti Immagine e Benessere Abruzzo.

L’Associazione ha chiesto di porre all’attenzione di Regione e Governo, quelle che sono le istanze di tutto il mondo produttivo ed in particolare di quelle attività chiuse per decreto o ordinanza. Il coordinatore provinciale del Carroccio su questo tema ha avuto un incontro con il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Vincenzo D’Incecco, che ha recepito le istanze arrivate dal territorio.

“Parliamo di imprese che non sono una entità astratta, ma che dietro hanno dipendenti e intere famiglie; non possiamo restare a guardare i nostri concittadini che chiedono semplicemente di poter lavorare”, dichiara Genovesi, “per questo ho voluto raccogliere l’appello di quanti ancora oggi non conoscono in che misura e tempi riceveranno adeguati ristori per queste ulteriori chiusure e di tutti coloro che chiedono di vedere riconosciuto il proprio diritto a poter lavorare”.

Il rischio che si corre con queste ulteriori misure, secondo Genovesi, è che “aumenti in modo esponenziale il fenomeno dell’abusivismo”. Un rischio non del tutto infondato, infatti, continua il consigliere: “questo stop forzato ha di fatto privilegiato chi ‘lavora a domicilio’ senza alcuna precauzione in termini di sicurezza, senza pagare le tasse e il tutto a discapito di chi ha investito per poter riaprire in totale sicurezza già da mesi. Non possiamo chiudere gli occhi e fingere di non vedere”.

“Il settore benessere in questo senso è sicuramente il più colpito in assoluto”, dichiara in conclusione il consigliere, “mentre parrucchieri ed estetisti restano chiusi, dilaga l’abusivismo. Ora basta”.

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