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Giù le mani dal villino Cimarosa, Federarchitetti accusa il Comune per la messa all’asta

Avezzano. No alla vendita dello storico villino Cimarosa, messo all’asta per 223mila euro dal Comune. Federarchitetti L’Aquila contesta la decisione riguardante la caratteristica struttura che si trova vicino alla chiesa di Madonna del Passo. “Mettere all’asta un bene del genere», afferma Raffaello Di Domenico, “è una scelta profondamente sbagliata e ci costringe ad esprimere la nostra disapprovazione. Il villino, data la particolarità del suo stile merita di essere restaurato. Fu edificato durante la prima guerra Mondiale con legni preparati appositamente nel nord. “Il villino Cimarosa”, continua, “è un bene prezioso, unico in città, insistono gli architetti. Fu affettuosamente rinominato dai cittadini “la casa delle streghe” per i suoi numerosi ed inconsueti abbaini, e la sua architettura ispirata agli edifici nord europei di inizio Novecento. Villino Cimarosa, AvezzanoVendere come tutti sanno”, aggiunge, “non è salvare un pezzo di storia come incredibilmente dobbiamo leggere sul sito istituzionale del Comune di Avezzano, ma vuol dire alienare, cedere. Vendere è dire addio per sempre”. Quanto al fatto che massimo il 50% della struttura potrà essere usato per fini esclusivi dell’acquirente Federarchitetti ci crede poco perché “con il passare del tempo e delle generazioni certi obblighi sfumano, si dimenticano. Sarebbe poi sufficiente anche una sola delibera in un Consiglio comunale di una futura amministrazione per liberarsi definitivamente del rimanente diritto all’uso di villino Cimarosa”. “Si scrive ancora sul sito comunale che l’edificio ligneo “necessita di interventi urgenti che il Comune non può effettuare. Il Ministero per i beni e le attività culturali”, spiega Di Domenico, “svolse uno studio di fattibilità sul restauro del villino nell’anno 2006. La somma stimata fu di 500mila euro totali per i costi di intervento suddivisi in 200mila per il consolidamento strutturale e 300mila per lavori di completamento. Non ci sembrano cifre impossibili per una città di 42mila abitanti”, aggiunge l’architetto, “inoltre solo un anno e mezzo fa con la Giunta Floris al Comune, leggevamo sugli organi di stampa che i fondi messi a disposizione dalla Fondazione Carispaq per il recupero della struttura ammontano a 600mila euro. L’operazione quindi si sarebbe svolta con sinergia tra Comune di Avezzano e Fondazione Carispaq. Allora ci dica sindaco Di Pangrazio cosa rimane di quei costruttivi intenti? Cosa ne è di quella somma? La Carispaq improvvisamente non liquida più l’importo al Comune di Avezzano oppure la somma è sempre disponibile ma l’amministrazione Di Pangrazio non è interessata a restaurare il villino?».