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Giovane morto per essere scivolato mentre scalava il suo palazzo, lo ha stabilito l’autopsia

Avezzano. Si sarebbe arrampicato  per rientrare a casa, al terzo piano, dopo una serata tra amici, ma è caduto prima di arrivare al terzo piano del un palazzo. Sarebbe morto così  Cristian Mihai, operaio residente da tempo ad Avezzano e con origini romene.

E’ quanto stabilito dall’autopsia eseguita all’ospedale di Avezzano dall’anatomopatologo consulente della procura di Avezzano, Christian D’Ovidio.  Le indagini condotte dagli agenti del commissariato di Avezzano hanno confermato l’ipotesi del tragico incidente. L’autopsia  ha escluso altre ipotesi.

La dinamica è alquanto assurda. Infatti secondo gli accertamenti il giovane si è arrampicato per rientrare nella sua abitazione posta al terzo piano del  palazzo perché aveva dimenticato le chiavi, ed è caduto nel vuoto perdendo la vita dopo essere scivolato.

La morte è avvenuta durante la notte, forse prima dell’alba, in un’area condominiale della zona nord di Avezzano. Il corpo è stato trovato a terra privo di vita dai condomini, sotto alla palazzina, in direzione del balcone dell’appartamento dove il giovane viveva da alcuni mesi insieme ad alcuni amici connazionali.

Il corpo presentava delle lesioni ai piedi molto gravi e una emorragia interna che probabilmente ha provocato la morte. Le indagini sono svolte dagli agenti della squadra anticrimine e coordinate dal  pubblico ministero  Maurizio Maria Cerrato.

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