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Giallo di San Benedetto, tracce biologiche trovate dal Ris: analisi irripetibili del Dna nell’auto sequestrata

San Benedetto. Ancora un colpo di scena nel caso di San Benedetto su cui sono in corso indagini per omicidio volontario. Tracce biologiche sono state trovate dal Ris di Roma che eseguiranno il 20 maggio prossimo analisi irripetibili all’interno dell’auto sequestrata.

Sul caso della misteriosa morte di  Colinzio D’Orazio, il 51enne di San Benedetto trovato senza vita nel fiume Giovenco dopo diversi giorni di ricerche, continuano gli accertamenti tecnico scientifici. L’auto di uno dei due giovani indagati per abbandono di incapace si trova sotto seqeustro insieme  a cellulari e computer su cui sono in corso verifiche da parte di un consulente tecnico nominato dalla procura di Avezzano, che sta svolgendo le indagini.

Il Ris di Roma, sezione biologica, che lavora solitamente sulle macchie di sangue, eseguirà un nuovo rilievo che segue  quelli già avvenuti il 3 maggio scorso e subito dopo il ritrovamento del corpo della vittima. Sulla macchina ancora sotto sequestro, i tecnici del  Ris si sono avvalsi di esperti della  sezione chimica, reparto che si occupa, in particolare, di analisi   chimico-merceologiche su  vernici, inchiostri o fibre, ma anche su  sostanze stupefacenti tipiche e  farmaci.

L’esito della relazione dell’anatomopatologo  incaricato dalla procura che ha eseguito l’autopsia sul corpo della vittima. Sulla Audi A3 di proprietà di Fabio Sante Mostacci (28), giovane del posto indagato insieme a Mirko Caniglia (27), saranno portati a termine le ultime analisi scientifiche.  I due  hanno visto per ultimi quella notte D’Orazio  e  avrebbero tentato di farlo scendere davanti alla sua abitazione senza successo, lasciandolo poi in una strada secondaria non distante dal fiume. 

Attesi anche i risultati sulle analisi delle comunicazione intercorse tra i due giovani attraverso i social network presenti nei telefonini, come  Facebook, WhatsApp, sms e foto. Verrà recuperato anche il contenuto cancellato dalla memoria dei cellulari sequestrati. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Antonio Milo, Franco Colucci, Mario Flammini, mentre la famiglia della vittima dal legale Berardino Terra. 

 

 

 

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