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Gestione monetaria europea, i segreti spiegati ad Avezzano dall’economista Warren Mosler

Avezzano. Cosa c’è dietro la gestione monetaria europea, e quali effetti ha sull’economia e l’occupazione?. Se ne è parlato in un convegno nella sala convegni dell’istituto Don Orione di Avezzano. Titolo della conferenza: “Per salvare la società, il futuro dei nostri figli: la disoccupazione e la distruzione delle società dell’eurozona sono crimini perpetrati da chi controlla l’Unione Europea e la Banca Centrale Europea”.
Si è trattato della tappa 2013 del “Mosler Barnard memmt tour” organizzata da Aldo Russo e da tanti altri attivisti che auspicano un ritorno immediato dell’Italia alla lira o a un cambiamento di politica monetaria della BCE. Relatori della conferenza il giornalista economico Paolo Barnard e l’economista statunitense Warren Mosler. Warren e Barnard sono esponenti della teoria monetaria moderna. Questa teoria è stata introdotta e presentata all’attenzione dell’opinione pubblica italiana da giornalisti economici quali lo stesso Barnard e Federico Rampini. Grazie agli incontri e ai convegni sull’economia organizzati in Italia tra il 2011 e il 2012 da Paolo Barnard, si è costituito un gruppo di attivisti, sempre più numeroso e organizzato a livello regionale, che hanno fondato la Mosler economics modern money theory fo public purpose (la teoria economica monetaria moderna di mosler per scopi pubblici), che si pone l’obiettivo di essere un punto di riferimento informativo sulle possibilità offerte dalla stessa teoria per il rilancio dell’economia italiana. In particolare, un gruppo di lavoro, ha elaborato un programma di salvezza economica per l’Italia. In esso i tre economisti Warren Mosler, Mathew Forstater e Alain Parguez insieme a Paolo Barnard, hanno elaborato tutti i passi necessari secondo la teoria monetaria moderna per il rilancio dell’economia italiana prevedendovi l’uscita dall’eurozona e la piena occupazione. Erano presenti più di duecento persone. Dopo una breve presentazione di Aldo Russo dell’evento il quale, tra l’altro ha ringraziato gli organizzatori ed il pubblico intervenuto, ha preso la parola il giornalista Paolo Barnard che, pur polemizzando aspramente con il sindaco di Avezzano Gianni Di Pangrazio per un presunto boicottaggio dell’iniziativa, ha potuto illustrare sinteticamente i temi e i principi della teoria monetaria moderna. L’attenzione maggiore comunque, l’ha avuta l’economista statunitense Warren Mosler che, grazie alla perfetta traduzione di una interprete, con un linguaggio semplice, ha incentrato tutto il suo intervento sulla disoccupazione. Secondo Mosler, una nazione dotata di sovranità monetaria ovvero della possibilità di stampare moneta, non può fallire in quanto la sua capacità di pagamento è illimitata parimenti a come è illimitata la sua capacità di stampare moneta. Di conseguenza non ci sono tetti razionali al deficit e al debito sostenibili da parte di una nazione poiché essa ha un potere illimitato di finanziare questi disavanzi stampando moneta. Se una nazione può immettere moneta attraverso la sua banca centrale, comporta sia che non esiste alcuna ragione affinché la spesa pubblica debba essere coperta da un corrispettivo prelievo fiscale sia che lo stato può spendere senza prima avere incamerato un gettito fiscale e che perciò può impiegare tutte le risorse necessarie a incrementare l’attività economica e l’occupazione. L’emissione di moneta veicolata all’aumento della produzione, consente allo stato di fare deficit di bilancio senza un apprezzabile limite di inflazione fino a quando non si arriva alla piena occupazione. La politica economica di austerità portata avanti dall’ Unione Europea che ha prodotto per l’Italia solo disoccupazione e inasprimento fiscale quindi non ha più senso. In conclusione o L’Europa cambia strada oppure, è meglio che l’Italia si riappropri della propria sovranità monetaria e ritorni a stampare la lira. Massimo Mazzetti