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Funerali, il vescovo: “Quando si scioglierà la neve, Valeria, Gianmarco, Gian Mauro, Tonino ci rivedremo”

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Avezzano. Le note di “Stai con me” del Rinnovamento nello Spirito Santo accolgono nella cattedrale dei Marsi, l’addio a Valeria, Gianmarco, Gian Mauro e Tonino.

Sono i quattro escursionisti che hanno perso la vita il 24 gennaio scorso sul Monte Velino.

Stai con me, proteggimi
Coprimi con le tue ali, o Dio

Quando la tempesta arriverà
Volerò più in alto insieme a te
Nelle avversità sarai con me
Ed io saprò che tu sei il mio Re

Il cuore mio riposa in te
Io vivrò in pace e verità

ha cantato il coro dei giovani della Cattedrale di Avezzano, all’inizio dei funerali, mentre la chiesa era avvolta da un silenzio che ha mostrato nella sua imemdiatezza un dolore inconsolabile: quello della perdita di quattro giovani, che se ne sono andati mentre respiravano la vita che solo chi ama la montagna sa cos’è.

Nella certezza forte della resurrezione riconsegniamo al Dio dell’eternità le vite di Valeria, Gianmarco, Gian Mauro e Tonino, scenda sui loro familiari la consolazione del Signore.

Con la voce rotta dall’emozione il vescovo Santoro ha detto:

Valeria Gianmarco, Gian Mauro e Tonino nella nostra chiesa dei Marsi ci siamo tutti.

Ci sono i vostri familiari con il cuore attraversato dal dolore . Ci sono le istituzioni che hanno vissuto questi giorni, le donne e gli uomini dei soccorsi una catena straordinaria di impegno. Ci sono i vostri amici che hanno accompagnato le vostre relazioni personali . C’è tutto il popolo di Avezzano e dell’intera Marsica che vi ha adottato come figli. Come fratelli, come amici. Una terra antica ma sempre capace di avere passioni alte mai estinte. Le speranze di uno sono le speranze di tutti. Le sofferenze di uno sono le sofferenze di tutti.

Voi quatto siete stati cercatori di meraviglie di bellezza lungo i sentieri del Velino. Non vi siete fermati e avete continuato il viaggio lungo i sentieri infiniti dell’eternità. Ci sono e ci saranno le spiegazioni della scienza sulle dinamiche dell’evento ma rimangono lancinanti i nostri perché è non abbiamo paura di rivolgerli al signore.

La fede è sempre domanda è sempre inquietudine del cuore. Non c’è una risposta tascabile, non c’è. Siamo dietro a un velo, ma quando ci vedrà tolto capiremo e capiremo tutto. Capiremo il perché di queste morti e di tutto il dolore che avvolge la terra.

Sulla Croce c’è il senso di tutto. Dio ha accettato e scelto il dolore per redimere l’umanità ed è così in ogni sofferenza. È Cristo che soffre. In ogni volto crocifisso è già stampato il volto di Cristo risorto. La resurrezione non è soltanto la consolante certezza della nostra fede ma è una forza che agisce in noi nel tempo che c’è dato.

Ci è chiesto di non essere miopi ma di vedere e comunicare con il Vangelo nel cuore perché è la mappa dell’orizzonte ultimo. C’è chiesto di essere uomini e donne con il sacchetto in mano dove mettere il sacchetto della fraternità. Questo è un sogno? Sì, è il sogno di Dio per noi. Le anime di questi quatto ragazzi sono vive nel centro dell’umanità. In quel centro alziamo gli occhi e le loro anime ci parlano e chiediamo loro di parlarci. Chiediamo loro il dono dell’ascolto facendo tacere ogni dolore dentro di noi. Devono parlare anche al nostro cuore e dirci di lasciarci avvolgere dal soffio dell’eternità perché loro sono nell’eternità.

Monsignor Pietro Santoro, al fianco nelle celebrazioni, del parroco della cattedrale don Claide Berardi e di tanti altri sacerdoti della Marsica, arrivati nella Marsica per pregare per i quattro escursionisti per i quali l’intero Abruzzo aveva pregato per un destino diverso.

Che però, purtroppo, non c’è stato perchè dopo quasi un mese di ricerche disperate i loro corpi sono stati trovati sotto la neve. Erano stati travolti da un’imponente valanga arrivata durante la loro escursione in Valle Majelama, sul Monte Velino.

Ancora una volta i familiari, come per giorni si sono mostrati a Forme di Massa d’Albe, dove erano stati accolti dalle associazioni locali nella sede della Pro loco, anche oggi dimostrano una compostezza quasi disarmante. Un decoro e una compostezza intorno a cui si è stretta tutta la comunità dell’Abruzzo.

All’interno della cattedrale dei Marsi ci sono i rappresentanti delle squadre di soccorso che hanno partecipato alle ricerche e tanti rappresentanti delle autorità civili e militari della Marsica, compresi gli ufficiali delle forze dell’ordine che rappresentano l’intera provincia dell’Aquila.

In primavera lungo Valle Majelama si scioglieranno le nevi e spunteranno i fiori.
Quanti torneranno sul Velino dovranno guardare quei fiori e portare alla mente i vostri sorrisi.
Valeria, Gianmarco, Gian Mauro, Tonino… Ci rivedremo”.

ha concluso il vescovo Santoro.

 

 

 

 

 

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