News in tempo reale

Fina a Roma per occuparsi di Politiche del paesaggio. Al Pd provinciale un commissario

Avezzano. Il Segretario Nazionale del Pd Pierluigi Bersani ed il responsabile del Dipartimento Cultura ed Informazione Matteo Orfini mi hanno chiesto di occuparmi di Politiche per il Paesaggio, Centri storici e Borghi per il partito nazionale. In altre stagioni ho declinato l’invito di altri Segretari a ricoprire incarichi nazionali in quanto incompatibili con i miei compiti istituzionali in Provincia; oggi penso sia il tempo giusto per me ed anche il miglior modo per continuare ad occuparmi del mio territorio fuori dalla palude delle polemiche nella quale il partito si è cacciato. Tre aspetti mi hanno convinto ad accettare: il primo è che le deleghe che mi sono state affidate afferiscono alle politiche della Cultura e dell’Informazione, un fronte avanzato dell’opposizione a questo (non) Governo Berlusconi: dai tagli a tutti i settori culturali alla controriforma dell’università, dall’abbandono del patrimonio archeologico alla contrazione dell’economia turistica, fino all’irrisolto tema del conflitto di interessi politica-informazione. In secondo luogo, in questo quadro s’iscrive la mia esperienza politica ed istituzionale: mi sono sempre occupato di tutela e valorizzazione delle ricchezze ambientali e culturali, dell’identità profonda ed autentica dei nostri paesi e delle nostre città. L’esperienza del terremoto ha poi cambiato la vita di molti, anche la mia: tra i “centri storici”, nel mio lavoro, occuperà uno spazio speciale la battaglia per la ricostruzione dell’Aquila, che è e resta una grande sfida dell’intero Paese. Infine, con questa responsabilità, il mio impegno per il territorio non potrà che aumentare; continuerò a lavorare con gli amministratori e con gli iscritti del Pd della Provincia dell’Aquila e dell’Abruzzo alla risoluzione dei problemi della nostra terra, oggi aggravati da un debole Governo locale della destra e dal totale disinteresse del Governo nazionale e, a volte, anche da un’opposizione ancora insufficiente perché spesso slegata dalle dinamiche profonde delle comunità locali, figlia di una legge elettorale antidemocratica che fa calare le decisioni dall’alto. Non si interromperà il lavoro portato avanti coi tanti iscritti, circoli, amministratori del partito locale per un progetto di rilancio della Provincia dell’Aquila e “per un partito libero”. In questi mesi di preparazione al congresso sono prevalse le liti e le polemiche. Io mi sono pervicacemente rifiutato di partecipare alla proiezione pubblica del contenzioso interno sull’interpretazione dei commi dei regolamenti. Anche le poche dichiarazioni che mi sono state attribuite (mi riferisco a quelle riportate dal Giornale di Berlusconi) non sono mie e non rappresentano il mio pensiero. Capisco chi ha voluto replicare, puntualizzare, precisare; era in suo diritto. Ma sentivo e sento tutt’ora che i cittadini non voglioso vederci discutere di questo. In più, nell’attesa di salvifiche disposizioni regolamentari e burocratiche dall’alto e nella speranza che siano corrette e non si espongano a ricorsi e controricorsi, proliferano “partiti personali” e logiche estranee ai principi del Pd. Oggi serve un passo avanti: ho chiesto al Segretario regionale e, attraverso lui, alla Direzione regionale, di aiutare questa fase di transizione con una figura di garanzia che aiuti ad attenuare le sterili polemiche personali e aiuti tutti noi a reindirizzare il nostro lavoro politico. Solo quando avremo riguadagnato una sufficiente capacità di pensarci come un unico partito potremo tenere il nostro congresso. Dei nostri problemi non accuso nessuno, non indico colpevoli, ho affetto e riconoscenza per tutti coloro che animano il Pd nei comuni della nostra provincia, al di là delle diverse opinioni. Penso siano state realizzate cose buone e commessi errori, merito e responsabilità di tutti. Ecco perché prego tutti di azzerare l’autolesionismo delle polemiche sui giornali e su internet, tornare a rivolgersi l’un l’altro come ad iscritti di uno stesso partito che condividono lo stesso avversario e lo stesso progetto per il territorio e per il Paese. In questo senso il mio contributo non mancherà.