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Eremo Madonna del Cauto, un viaggio nel tempo tra paesaggi da favola e panorami mozzafiato

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Prosegue in collaborazione con l’app MyZona (download qui per Ios – download qui per Android) il viaggio alla scoperta di luoghi d’Abruzzo poco “battuti” e che vale davvero la pena visitare. Durante il passato fine settimana abbiamo visitato uno degli eremi più caratteristici d’Abruzzo, che nonostante l’ambientazione fuori dal tempo, si trova a pochi passi da casa, a Morino. Il percorso si trova all’interno della “riserva naturale Zompo lo Schioppo”, istituita nel 1987, che copre un’area di circa 1.025 ettari e più 300 ettari di fascia di rispetto.

Il percorso parte vicino il bed & breakfast La Mandra, dove è possibile arrivare con l’auto e lasciarla nel parcheggio. Da lì ci appare subito l’imponente cascata carsica di zompo lo schioppo, di cui non tutti conoscono la particolarità che la rende unica nel suo genere. L’acqua, infatti, non cade da su, ma sorge alla base e poi risale naturalmente nella roccia, per poi sfociare nella cascata naturale più alta dell’Appennino, con ben 80 metri di caduta libera.

Ed è proprio l’acqua la grande protagonista di questa escursione, che troviamo un po’ dappertutto e in tutte le forme. Lì vicino, infatti, c’è anche il laghetto artificiale dell’Enel che serve per produrre energia idroelettrica. L’escursione parte subito in salita, con pendii ripidi che fanno guadagnare subito quota, ma fortunatamente la fatica viene ripagata dai bellissimi scorci panoramici. Un sentiero sale a mezzacosta su per la montagna, tra ulivi e cavalli al pascolo, accompagnati dall’onnipresente rumore della cascata.

Poi il panorama cambia, il sentiero diventa una stretta mulattiera che si inerpica sui ripidi pendii delle montagne. Più avanti, dopo aver superato alcune pareti di roccia a strapiombo, si arriva al corso d’acqua, che segna il confine tra una montagna e l’altra. In questo periodo, dopo le abbondanti nevicate di quest’anno, il corso d’acqua è intenso e invadente, tanto che per guadare la cascata bisogna fare attenzione a non bagnarsi i piedi nell’acqua.

Il sentiero si inerpica, ancor più ripido di prima, sulla montagna, tra alberi secolari di rara bellezza e scorci mozzafiato sempre più panoramici. La neve caduta non si nota solo dall’abbondanza dell’acqua nel torrente, ma anche dai tanti alberi spezzati dal peso della neve che ostacolano il cammino.

Si arriva quindi in una sorta di canyon, dove delle alte rocce a strapiombo dipingono un paesaggio selvaggio di rara bellezza, disegnato dal vento e dall’acqua. Attraverso un sentiero un po’ più impegnativo si arriva al punto panoramico, più alto persino della cascata di zompo lo schioppo, situato a ben 1130 metri di altezza. In alcuni punti, più scoscesi, soprattutto se si va con dei bambini, è consigliabile utilizzare una piccola fune di sicurezza.

Dopo quasi 6 chilometri a piedi si giunge finalmente all’eremo della Madonna del Cauto, incastonato nella roccia come un prezioso gioiello. Una casetta squadrata, costruita su un bellissimo arco fatto di pietra e mattoni, custodiscono uno degli eremi più caratteristici d’Abruzzo, risalente alla prima metà del XII° secolo. Immerso nel bosco, in un paesaggio fiabesco, sembra più la dimora di qualche simpatico abitante del bosco che non un luogo di culto.

 

Ed è qui che tornano alla mente le parole di Silone, quando nel suo “il seme sotto la neve” diceva che

“Per arrivare a molti nostri villaggi di montagna bisogna camminare a piedi, bisogna meritarseli, versare conche di sudore, come i pellegrini d’una volta, salire scendere risalire lunghe coste, provare la propria virtù. Non sono montagne per turisti, ma per eremiti”

Il percorso prosegue per il rifugio Tassiti, con un circuito ad anello che al termine sarà di circa 15 chilometri, ma volendo si può anche ripercorrere lo stesso percorso dell’andata che alla fine ci porterà a percorrere in totale circa 12 chilometri, con quasi seicento metri di dislivello. Se vi resta ancora tempo e ne avete voglia, potete visitare l’ecomuseo della riserva naturale Zompo lo Schioppo, che si trova nella frazione di Grancia.

Sono proprio questi i luoghi che la nuova app MyZona (download qui per Ios – download qui per Android) intende valorizzare, facendoli raccontare e commentare a chi davvero li vive ed ha con essi un rapporto privilegiato.

Di seguito la galleria completa con tutte le foto.

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