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Erasmus Plus, il Sacro Cuore di Avezzano tra i protagonisti del progetto nella città croata di Koprivnica

La scuola per l'infanzia "Madre Marcellina Viganò” nel progetto

Avezzano. La Scuola dell’Infanzia “Madre Marcellina Viganò” dell’Istituto Sacro Cuore di Avezzano, rappresentata dai docenti Alessandro Guglietti e Gianni Campomizzi e dai nonni Cristina Di Sciascio e Achille Casinelli, è stata protagonista del nuovo incontro del Progetto Europeo Erasmus Plus. Un progetto che vede l’attività costante delle insegnanti della stessa struttura, Clelia De Angelis, Tania Daniela Cantore e Laura Cipollone.

Nella città croata di Koprivnica, dal 20 al 24 gennaio 2020, si è svolto il meeting di apprendimento e formazione per gli insegnanti, per gli operatori delle associazioni dedite alla formazione degli adulti e per i nonni degli alunni della Scuola dell’Infanzia coinvolti nel progetto. Durante l’incontro tutti i partecipanti delle scuole partner provenienti dall’Italia, dalla Polonia, dalla Slovenia e dalla Croazia, hanno preso parte a tavoli teorico-formativi riguardanti le diverse metodologie di apprendimento in età prescolare. Dopo la presentazione teorica si è entrati nel vivo del progetto.

Protagonista del seminario di formazione è stata la realizzazione di un Chain Experiment denominato “Downhill sledding”. A differenza dei precedenti meeting, quello croato ha utilizzato come  materia prima esclusivamente la carta. La realizzazione del congegno, grazie alla facilità di reperimento del materiale e alla facilità di assemblaggio, è adatto sia all’attività individuale dei bambini che a quella in grandi gruppi. I bambini, con l’aiuto dei nonni-tutor e delle insegnanti, saranno in grado di progettare e realizzare il dispositivo sviluppando l’immaginazione creativa, le abilità oculo-manuali, applicando le leggi della natura nella pratica diretta.

Durante l’incontro tutti i partecipanti sono stati divisi in gruppi eterogenei in base alla nazionalità, requisito importante per favorire anche la socializzazione e il confronto operativo. La fase finale del progetto è consistita nell’assemblare tutti i congegni in maniera tale che la prima sfera metallica attivasse consecutivamente, attraverso fenomeni meccanici come l’effetto domino, tutti gli altri dispositivi.

 

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