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Elezioni europee, in attesa del 26 maggio il candidato Paola Di Salvatore si presenta ai nostri lettori

Avezzano. Il 26 maggio si voterà in tutta Italia per la composizione del prossimo Parlamento Europeo e della Commissione che da questo deriverà. L’Avvocato Paola Di Salvatore, abruzzese, Dirigente Servizio Cooperazione Territoriale IPA, Dirigente Servizio Europrogettazione e raccordo con la sede di Bruxelles, Autorità di Gestione Programma IPA Adriatic CBC e Candidata al Parlamento Europeo nella circoscrizione sud (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria) all’interno di Forza Italia (PPE) ha scelto di essere intervistata sulle nostre pagine per raccontarsi agli elettori.

Avvocato, perché queste Europee saranno un momento molto importante per l’Italia?” Saranno elezioni importantissime. C’è la necessità di ristabilire in Europa 4 principi cardine: identità, libertà, sicurezza ed unità. Bisogna rimettere al centro dell’agenda europea le persone, il loro benessere ed il loro futuro, che ad oggi è quanto di più incerto possibile”.

Perchè, per fare questo, i cittadini devono votare Paola Di Salvatore? Cosa ha Paola Di Salvatore che altri non hanno?” Perché sono una persona che ha sempre lavorato in ruoli di alta amministrazione tecnica. Ho 25 anni di esperienza amministrativa attiva. Sono un Avvocato cassazionista, un Dirigente della Regione Abruzzo, ma soprattutto dal 2013 sono Autorità di Gestione all’interno del più rilevante Programma della Commissione Europea nella Cooperazione Territoriale Europea – cui partecipano Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia, Montenegro, Albania e Grecia – per la gestione ed assegnazione dei fondi europei: posso dire, senza timore di smentita, che ho personalmente portato all’assegnazione di circa 244 milioni di euro a favore delle Nazioni europee coinvolte nel programma.

Perchè ho sempre agito in tutte le funzioni istituzionali con fermezza e sacrificio, questi i dati: al 13.3.2013, data del mio insediamento come autorità di gestione IPA Adriatic, la stessa aveva un avanzamento finanziario di solo 16 milioni euro (2009 – 2013). Da sola sono riuscita a chiudere il programma con un avanzamento finanziario atteso dalla Commissione Europea pari a 260 milioni di euro e a pubblicare il primo bando della strategia Adriatico – Ionica, utilizzando fondi europei non spesi e riuscendo quindi a lasciare nei nostri territori quei fondi europei che altri, prima di me, hanno restituito alla stessa Commissione Europea.

Sono una persona che lavora all’interno, quindi, di settori tecnici: uno dei grandi problemi del nostro amato Abruzzo e di tutto il sud è l’accesso ai fondi europei. Io so come agire, nella pratica, tanto che lo stesso Commissario europeo all’immigrazione Avramopoulos mi ha riconosciuto una nota di congratulazioni per aver attuato le prime azioni di utilizzo di fondi europei in Italia per far fronte al dramma dei flussi migratori.

Ma prima ancora di questo, ho attuato, in coordinamento col Comando Generale della Guardia di Finanza, le prime azioni a tutela del bilancio UE, dello Stato italiano, della Regione Abruzzo e delle altre regioni del Sud, utilizzando i fondi europei.

Ho pubblicato bandi per l’intero territorio nazionale, utilizzando i fondi non spesi, per permettere al territorio, agli imprenditori, alle istituzioni e al comune cittadino l’accesso ad essi, sentendo particolarmente vicine le istanze dei più piccoli enti locali.

Potrei andare avanti, ma non voglio che sia un’autocelebrazione: basti sapere che sono Dirigente dell’Europrogettazione all’interno dei Servizi strategici per il dialogo della Regione Abruzzo con le istituzioni europee. Se mi sono messa in gioco, è proprio per aiutare il nostro Paese”.

Cosa non è stato fatto, secondo Paola Di Salvatore, finora e cosa bisogna che l’Italia faccia in Europa?” Bisogna avvicinare l’Italia e gli italiani alle istituzioni europee, ma non con parole vuote: dando voce ai diritti degli italiani, aiutandoli ad essere rappresentati all’interno dell’UE e dei meccanismi di pace e sicurezza, a vantaggio delle nostre città, delle singole persone e delle loro famiglie.

Per farlo non ha senso dare il proprio voto a persone che non hanno coscienza di cosa sia l’UE: è un dato di fatto che, avendo maturato competenza nelle politiche di coesione europea e nella gestione amministrativa ed economico – finanziaria dei fondi, so quali, andando a svolgere la funzione di Europarlamentare, saranno le dinamiche da portare avanti per dare rappresentatività e forza all’Italia nel Parlamento Europeo.

Tornando a cosa non è stato fatto: non è stato concesso ascolto agli Italiani, che hanno visto le istituzioni europee come distanti e burocratiche. Bisogna far capire loro che le altre Nazioni europee hanno maggior attenzione per le politiche di coesione europea, di utilizzo dei fondi europei, e che bisogna rafforzare le nostre strutture amministrative con personale altamente specializzato. Bisogna creare una filiera, che renda gli italiani maggiormente partecipi delle dinamiche sovranazionali

Manca, infatti, la capacità di saper comunicare alle persone, alle loro famiglie e ai giovani le dinamiche europee, per renderli coscienti della necessità di contare maggiormente in Europa.

Proprio per avvicinare i giovani, rafforzando in loro il concetto di cittadinanza europea, in questi anni ho svolto gratuitamente e con il mio staff laboratori gratuiti nelle scuole medie, vedendo bambini assolutamente entusiasti ed interessati nel sentirsi parte dell’esperienza europea”.

Cosa vuole fare Paola Di Salvatore per l’Italia?” Bacchette magiche non ne vedo, ma vedo molta impreparazione: in Europa bisogna saper toccare le giuste corde, che sono quelle dell’azione nel Parlamento Europeo di nodo da dar voce all’Italia, aiutandola a superare le debolezze del sistema economico – produttivo, generando risorse di capitale.

Il PIL reale dell’Italia necessita di azioni concrete per ridurre il gap col resto d’Europa. Per questo, la prima e principale cosa che ho intenzione di fare è formare il territorio all’Europrogettazione, educare il territorio ai bandi europei: se ad oggi respingiamo il 60% ed oltre dei fondi europei è proprio per l’incapacità di sapervi accedere da parte degli organi nazionali a ciò preposti.

La seconda cosa è lo sviluppo di una Strategia per le aree interne efficace ad aumentare l’attrattività da parte degli investitori, così da combattere il fenomeno sempre più forte dello spopolamento.

Tre: non abbiamo una Politica Agricola PAC, dobbiamo discutere i nuovi Piani Strategici Nazionali. Lo stiamo facendo? Assolutamente no, intanto il nostro territorio soffre.

Quarto intervento: immigrazione. Ne abbiamo sentite di tutti i colori, ma il fenomeno migratorio va contrastato implementando azioni di cooperazione internazionale, adottando strumenti di regolarizzazione e azioni di inclusione.

Cinque: Politiche giovanili! Tu sai, essendo stato di recente a Strasburgo, che negli altri Paesi europei i giovani meritevoli vengono inviati in Europa per comprendere le politiche comunitarie, imparare lingue e aprirsi alle attività amministrative e diplomatiche. Va fatto anche in Italia!

Sei, e questo per il nostro territorio è fondamentale ed un argomento che mi sta molto a cuore: bisogna apportare misure concrete per ridurre la migrazione di giovani qualificati. E’ inaccettabile osservare giorno dopo giorno lo spopolamento e la perdita delle nostre menti giovani più produttive ed attrattive. Dobbiamo far si che i giovani riescano a cogliere qui in Italia le loro occasioni, non in Paesi esteri dove troveranno lavoro, metteranno su famiglia e contribuiranno al loro sviluppo.

Punto sette, ed anche qui bisogna soffermarsi: edilizia scolastica e sua sicurezza. Non è pensabile, soprattutto in zone con sismicità elevata, che vi siano scuole non sicure. Voglio portare qui nel nostro territorio fondi europei per la loro messa in pristino e ristrutturazione, ma ancor prima per azioni preventive riguardo la sicurezza scolastica.

Otto: bisogna tutelare i pescatori garantendo la sicurezza del mare. Molte specie si stanno estinguendo per l’alto inquinamento dei mari, mettendo a rischio l’intera categoria dei pescatori e la biodiversità marittima, che è per il nostro Paese una risorsa enorme.

Ultimo ma non ultimo: la sicurezza come strategia concreta a tutela delle nostre città, delle nostre vite, delle nostre famiglie, con riferimento anche ai trasporti aerei e ferroviari. Bisogna attuare, inoltre, progetti di economia circolare, aprire al 5G e favorire un sempre maggiore utilizzo di satelliti e rada in collegamento con la protezione civile.

Credo sia stata molto chiara. Ha spiegato cosa Paola Di Salvatore può fare per il suo territorio. Le chiedo: cosa può fare il suo territorio per Paola Di Salvatore?” Votarmi e mandarmi in Europa. Domenica 26 maggio, in tutta la circoscrizione Meridionale – Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria – barrare il simbolo di Forza Italia e scrivere DI SALVATORE. Voglio aiutare la mia Italia, il mio Abruzzo, il sud. Datemi una mano per farlo!

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