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Ecco il patto tra il Comune di Avezzano e Caritas per l’emergenza abitativa e il sostegno ai più bisognosi

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Avezzano. Siglata la convenzione tra il Comune di Avezzano e la diocesi per l’emergenza abitativa. Saranno i meno bisognosi i  destinatari del progetto che il Comune di Avezzano ha siglato con la diocesi dei Marsi e la Caritas diocesana che si occupa di gestire la casa “Fratelli tutti”.

La struttura, che si trova a via Genova, a due passi dalla zona del Castello Orsini, potrà accogliere persone senza fissa dimora e famiglia e fornire a loro un percorso per restituirgli la dignità.

“La convenzione tende ad aiutare le persone che hanno bisogno, gli ultimi, coloro che sono nella povertà estrema”, ha detto in occasione della conferenza stampa nella sala consiliare il vice sindaco Domenico Di Berardino, “ringrazio il vescovo Santoro per quanto fatto per questa terra, la nostra dirigente per il lavoro svolto e Lidia Di Pietro che si è adoperata per realizzare questo progetto. È necessario che ci sia un concorso di attività, di associazioni e di realtà che operino insieme per raggiungere obiettivi importanti. Nel progetto particolare attenzione sarà rivolta all’accoglienza notturna, accoglienza abitativa per le famiglie, servizio docce, servizio di cure e segretariato sociale”.

“Questo protocollo”, ha sottolineato la dirigente del Comune di Avezzano Maria Laura Ottavi,  “è una prova che ci permetterà oltre di promuovere servizi importanti finanziati da progetti di portare avanti servizi strutturati, da settembre a maggio, per un valore di 30mila euro di cui 19mila sono fondi che il Comune ha avuto dal ministero e li ha messi a disposizione, e i restanti sono fondi messi a disposizione dalla Caritas”.

“Porto il saluto del direttore della Caritas, don Carmine”, ha precisato il vescovo Santoro, “che non è potuto essere presente. C’è poi una rete di quotidianità fatta di ascolto, di incontri, di un tessuto operativo che è il segno distintivo di un cristiano. L’opera fratelli tutti è stata realizzata tagliando e raschiando, è costata 500mila euro. È una casa di accoglienza per le fragilità estreme: senza fissa dimora, fragilità psicologiche, e tante altre. Il contributo del comune, al di là del fatto economico che è importante, è il segno di una convergenza di intenti che abbiamo sempre trovato in questi anni con le varie amministrazioni. Questo è un segno grande, molto importante. Fino a ora i senza tetto dove andavano?”.

“La Caritas”, ha continuato Santoro, “con la collaborazione del Comune, in questi anni ha lavorato insieme per fare in modo che la maggior parte di loro non rimanesse in mezzo alla strada. Poi c’è anche chi non ha voluto ed è rimasto in mezzo alla strada perché ha una storia particolare e dei disagi. Questa collaborazione non nasce quindi così ma attraverso percorsi concreti per fare in modo che la dignità della persona fosse rispettata. Nella visione cristiana anche la persona più mal ridotta, l’ultimo degli ultimi, è immagine di Dio. Con tutte le nostre iniziative abbiamo voluto ridare dignità al volto delle persone. A volte si guarda solo a quello che si fa. Ma ciò che conta è la cultura che c’è sotto. Avezzano e la Marsica hanno un cuore grande e questa struttura e tutta la Caritas sono sicura che la porterà avanti il mio successore. Io lascio il cuore, il resto si vedrà”.