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È iniziata la rimozione delle strutture abusive ai Prati di Sant’Elia ma continua a regnare il degrado (reportage)

 

Collelongo. È iniziata la rimozione delle strutture abusive che da anni, tanti anni, “violentano” i Prati di Sant’Elia, a Collelongo. A seguito degli articoli pubblicati su Marsicalive, qualcosa ha iniziato a muoversi. E così la struttura che sembrava quella di uno stabilimento balneare è stata rimossa e a quanto pare nelle ultime settimane ci sono stati interventi che hanno cercato nel più breve tempo possibile di riportare la situazione alla normalità. O quasi. Perchè adesso il degrado ai Prati di Sant’Elia, per la prima volta, è finito sui giornali.

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Alla pubblicazione degli “articoli denuncia” sono seguiti commenti sui social anche violenti, nei confronti della testata e anche della giornalista che ha firmato i servizi. A fine luglio una troupe di Marsicalive è arrivata sul posto per documentare lo stato dei luoghi.

 

I servizi sono nati da delle segnalazioni arrivate in redazione che chiedevano la denuncia da parte della stampa di quanto accade da decenni nella località di montagna che si trova a circa 1500 metri di altezza sul livello del mare, in un’area che insiste anche su un rifugio, che da circa due anni il Comune ha affidato alla gestione di una società di Trasacco.

“Accertata la necessità di garantire una attenta vigilanza per la conservazione del patrimonio naturalistico e per un corretto uso delle attrezzature installate”, si legge su una delibera del 2019 del Comune di Collelongo, “tenuto conto che la Polizia Municipale, che presta servizio presso questo ente, non è in grado di garantire la gestione dei flussi dei campeggiatori, il rispetto delle norme di salvaguardia delle aree verdi, percorsi naturalistici, in considerazione della vastità del territorio e delle zone da controllare e della moltitudine di altre attività da svolgere sul territorio comunale”, si è deciso di bandire una gara per l’assegnazione del campeggio.

Nel servizio realizzato a fine luglio abbiamo documentato, oltre al passaggio dei quod, anche le delimitazioni che nell’area non si potrebbero fare. Chi abusa della montagna ai Prati di Sant’Elia, infatti, ha delimitato la “propria area” alzando staccionate. Si parla anche di una specie di rifugio abusivo, chiamiamolo così, più alto in quota, nascosto tra gli alberi, che è lì da decenni, che però non siamo riusciti ancora a raggiungere.

All’ingresso dell’area, in più, è lasciata della legna realizzata dal taglio del bosco, chiaramente autorizzato, dove però c’erano semplici passanti che si fermavano, aprivano il cofanod ell’auto, alzavano i sedili e caricavano senza alcun controllo. Il servizio è stato realizzato in un giorno qualunque, senza la festa e prima del Ferragosto.

 

In attesa del Ferragosto ormai imminente, il Comune di Collelongo ha già reso note da giorni le regole da tenere nell’area, in intesa con il Comune di Trasacco. Solo qualche giorno fa, però, è stata pubblicata una foto sui social che dimostra il degrado in cui in questi giorni sono tornati a sprofondare i Prati di Sant’Elia.

Le regole in vigore da rispettare sono poche e semplici, scrivono i due Comuni:

  • Divieto di accensione fuochi: sarà possibile cuocere solo con fornelli a gas, carbonella o simili.

  • Divieto di transitare sui prati con qualsiasi mezzo a motore se non per il tempo strettamente necessario a scaricare/caricare la propria attrezzatura.

  • I rifiuti, in forma differenziata, andranno conferiti correttamente nei mastelli che saranno messi a disposizione nella zona.

  • È possibile campeggiare solo con l’ausilio di tende (escluse quindi roulotte e caravan) e rispettando il Regolamento per il Campeggio in vigore nel Comune di Collelongo (disponibile sul sito istituzionale).

  • Ogni punto di picnic o campeggio dovrà essere, come da Regolamento, segnalato alla società che ha in gestione l’area campeggio.

 

 

 

I Prati di Sant’Elia rientrano nel sito Sic IT7110205 denominato “Parco nazionale d’Abruzzo”

Non si potrebbero fare attività sportive con quod, moto o fuoristrada. Non si potrebbero “installare” baracche o tettoie, nemmeno temporanee. Non si potrebbero lasciare rifiuti e nemmeno bruciare sterpaglie o altro. Ed è scritto nero su bianco sulle delibere della giunta regionale che hanno regolamentato i comportamenti da tenere nel sito Sic IT7110205 denominato “Parco nazionale d’Abruzzo”. Si tratta di un sito di interesse comunitario riconosciuto tale dalla Comunità europea ampio circa 60mila ettari. Aree per la maggiorparte fuori dal perimetro del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Un sito che è stato trasformato lo scorso anno in Zona speciale di conservazione (Zsc), a conclusione dell’iter previsto dalla direttiva Habitat e dal D.P.R. 357/97. Se agli addetti ai lavori è chiaro che nel sito Sic Parco nazionale d’Abruzzo tutto ciò che viene organizzato, quindi eventi, piani, progetti e qualsiasi altra attività, è da sottoporre a valutazione di incidenza (quindi quanto le attività possano incidere sulla conservazione degli habitat), a quanto pare lo stesso non è ben chiaro a chi da anni fruisce dei Prati di Sant’Elia, a Collelongo.

Il centro abitato di Collelongo, come anche accade a Trasacco e a Villavallelonga, è stato tenuto fuori dal Sic. Quasi tutte, invece, le aree adiacenti, che si sviluppano in campagna e in quote di montagna, sono all’interno del sito e quindi della zona speciale.

Alla luce di tutto quello che si legge nei documenti ufficiali, facilmente reperibili sui siti istituzionali della Regione Abruzzo, del Ministero e del Pnalm, sembra davvero più paradossale quanto accade ai Prati di Sant’Elia, al centro di avvelenate polemiche che, a seguito delle inchieste pubblicate su Marsicalive e Abruzzolive, sono esplose anche sui social.

Come si legge anche nei commenti lasciati su Facebook proprio in occasione della diffusione delle immagini “denuncia” che ritraggono roulotte, recinzioni in legno, tende e tendoni, la situazione è la stessa da decine di anni. Le persone che si sono “impossessate della montagna” sono quasi tutte residenti nei paesi limitrofi. Quindi non si tratta di turisti occasionali. A questo punto, però, viene da chiedersi: chi dovrebbe intervenire per far rispettare le regole? Chi dovrebbe sanzionare quelli che sono chiaramente abusi nei confronti della natura? Chi dovrebbe far ripristinare i luoghi come erano prima dell’arrivo dei “turisti” permanenti e non proprio rispettosi della loro terra?

Moto, quad, fuochi sotto gli alberi e anche gruppi elettrogeni con cui fare karaoke tutta la notte. Tutto questo si fa e si continua a fare ai Prati di Sant’Elia. Nella totale indifferenza di tutti. E parlarne vuol dire essere minacciati o invitati “a smetterla”.

Sulla strada del ritorno, filmiamo anche animali lasciati al pascolo in montagna, incustoditi. Altra pratica molto comune alle porte del Pnalm.

GLI ARTICOLI DI MARSICALIVE SUI PRATI DI SANT’ELIA

 

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