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Celano dà l’addio a don Antonio Giura, era tra i fondatori dell’Opera nazionale per il Mezzogiorno d’Italia

Celano. L’intera città di Celano piange per la scomparsa di don Antonio Giura. Il sacerdote dal cuore d’oro è morto mentre preparava panini per un gruppo di bambini orfani . Ad annunciarlo è stato il primo cittadino, Settimio Santilli, legato profondamente al religioso.


“E’ stato un sacerdote molto importante per Celano negli anni, seppur poco conosciuto perché la sua opera pastorale lo portava in giro per l’Italia e nel mondo”, ha spiegato Santilli, “era tra i fondatori dell’Opera Nazionale per il Mezzogiorno D’Italia, una rete di orfanotrofi e altre strutture dedicate all’assistenza dei più poveri concepita dal barnabita padre Giovanni Semeria e da lui fondata insieme a don Giovanni Minozzi. Strutture dei due sacerdoti che ritroviamo anche a Celano con “Palazzo Don Minozzi” a via del Castello e l’ex asilo nido “Padre Semeria” in piazza Vaschette.


Don Antonio fu il principale artefice della cessione di palazzo don Minozzi (tranne il vecchio teatro ancora di proprietà della stessa Opera), dopo il trasferimento delle suore che ne presiedevano l’asilo, al Comune di Celano, all’epoca rappresentato dal compianto sindaco Italo Taccone, affinchè non venisse ceduto a privati e destinato ad altri usi. Stessa operazione che aveva intenzione di fare per l’immobile Padre Semeria in piazza Vaschette, dopo il trasferimento dell’asilo in piazza Aia.


Don Antonio che io ho avuto la fortuna di conoscere da circa 20 anni, era sacerdote molto intelligente, buono e colto, premuroso e anche severo al modo giusto, tanto che ne avevo estrema riverenza e rispetto, ogni volta che colloquiavo con lui. L’ultima volta che ci siamo sentiti abbiamo avuto il piacere di discutere sulla nuova destinazione d’uso da poter dare a Palazzo Don Minozzi, che credo potrà incontrare i favori della cittadinanza di Celano in maniera importante. A nome della città che mi onoro di rappresentare pongo le più sentite condoglianze alla famiglia di Don Antonio e i più sinceri ringraziamenti per quanto di prezioso ha lasciato alla nostra città in eredità”.

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