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Dominici: associazionismo perno della socialità cittadina, io a disposizione per ripartire con la CPO

Avezzano. Maria Antonietta Dominici è alla sua seconda esperienza al Comune di Avezzano, dopo quella precedente nell’amministrazione di Gabriele De Angelis. Dipendente amministrativo COSERIN Rome e nota attivista del mondo dell’associazionismo cittadino, ci espone idee, progetti e auspici che vorrebbe si realizzassero nei prossimi mesi.

Avezzano e l’associazionismo: come si possono coinvolgere le realtà locali nella vita sociale della città? Quale sarà il loro scopo nei prossimi mesi?

Innanzitutto credo che dal punto di vista dell’associazionismo debba esserci un’apertura mirata. Mi spiego: le associazioni sono il cuore di una società che cerca, tramite la condivisione e lo scambio delle proprie idee, di manifestare i propri interessi, le proprie passioni, coltivare e perseguire degli obiettivi ben precisi. L’amministrazione punta ad un contatto vero e proprio con l’intero associazionismo avezzanese, coinvolgendo anche quelle realtà, come le periferie, che molto spesso rimangono inascoltate. Il Comune sarà un punto di contatto con le associazioni della nostra città e nei prossimi mesi si attuerà un dialogo che possa portare quest’ultime ad un confronto più diretto con i cittadini, in modo tale che anche loro possano conoscere più da vicino quali sono le realtà che li circondano e che molte volte li rappresentano.

L’associazionismo è indubbiamente legato al mondo della cultura e anche dei giovani. Circa il primo, ha già qualche idea che le piacerebbe sviluppare? Riguardo ai giovani, invece, su cosa consiglierebbe di puntare per coinvolgerli maggiormente nel tessuto sociale e professionale di Avezzano?

L’idea sviluppata in precedenza e portata avanti durante tutto il percorso di campagna elettorale è quella di rendere Avezzano una città ed un centro di elevato stampo culturale. Bisogna partire dal riconoscimento e conseguente potenziale delle proprie capacità. Permettere alle associazioni di rivalutare il patrimonio storico-culturale che Avezzano e la Marsica hanno da offrire, non solo accrescerebbe la qualità e l’unicità di una cultura nostrana, ma favorirebbe, di conseguenza, un turismo che molto spesso non viene preso in considerazione: la nostra città dista dalla Capitale pochi chilometri, potremmo definirci una periferia di Roma, è arrivato il momento di rendercene conto. Per quanto concerne i giovani, uno dei primi obiettivi che l’amministrazione intende raggiungere è l’istituzione della consulta giovani, che come sa, è un organo costituito da ragazzi all’interno dell’amministrazione comunale, volto al raggiungimento di un obiettivo comune che vede coinvolta la partecipazione dei giovani anche nella realizzazione di grandi eventi, siano essi di tipo culturale o sociale.

Donne e politica: le piacerebbe essere a capo della CPO al Comune di Avezzano? Quali iniziative intenderebbe portare avanti?

Questa è una tematica che mi colpisce particolarmente, in quanto in passato ho avuto modo di presiedere la commissione delle pari opportunità. Inutile dirle quanto io sia stata grata per questa esperienza poiché ho avuto modo di confrontarmi con persone e realtà a me prima di allora sconosciute. Per rispondere al suo quesito, mi sento di dirle che se ci saranno i presupposti idonei e le condizioni, perché no , mi piacerebbe di nuovo mettermi a disposizione per continuare un percorso già iniziato. L’iniziativa, o meglio l’idea che a me piacerebbe portare avanti in questo senso è quella di collaborare con le scuole di primo, secondo e terzo grado, comunicando con gli studenti ed apportando loro l’ideologia che vige all’interno della CPO, ossia che non esistono ruoli di genere, e che molto spesso la violenza (sia essa fisica o psicologica) subita da un uomo o una donna può nascere da questioni culturali che dovrebbero essere state superate, ma che purtroppo sono ancora molto incisive nella nostra società odierna.

Capitolo sociale: come si contrastano le crescenti difficoltà economiche, anche derivanti dalla crisi sanitaria in itinere?

Anche in tal caso, mi sento di rispondere analogamente alla domanda precedente. È chiaro che stiamo vivendo un periodo anzitutto di crisi sanitaria dovuta all’emergenza Covid, E purtroppo, ho avuto modo di constatare negli ultimi mesi, come anche la forte espansione dei contagi derivi da una questione culturale, poiché c’è una forte inosservanza delle regole anti-contagio. Quindi, per tentare di ovviare al problema , si dovrebbe in primo luogo avere più riguardo verso le disposizioni che regolano la situazione critica che ci colpisce attualmente, così da non incorrere nuovamente in una chiusura totale che farebbe collassare l’economia. In secondo luogo, credo che in tal caso sia fondamentale il ruolo delle istituzioni, che fungono da perno centrale per la risoluzione del problema economico-sociale. Il Recovery Fund è uno strumento finanziario che , ad esempio, potrebbe risolvere il problema in questione, attraverso l’emissione di Recovery Bond.