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Domani la presentazione di “Obelós. Il segreto di Demetrio” di Giuseppe Martocchia

Avezzano. Domani Francesca Romana Letta presenterà ad Avezzano “Obelós – Il segreto di Demetrio” il nuovo romanzo dilibri libro Giuseppe Martocchia, affermato e poliedrico autore abruzzese. Un raffinato ed elegante giallo filologico che ammalia il lettore con sofisticate ambientazioni ellenistiche e che si inoltra nelle suggestioni omeriche, creando una trama che rende il lettore ostaggio delle pagine del libro. L’obelós era il segno convenzionale usato dai filologi alessandrini per indicare le parti da eliminare del testo su cui stavano lavorando, al fine di ricostruirne e preservarne l’integrità. Ed è proprio grazie all’acume di Aristarco di Samotracia che parte una serrata indagine su un presunto crimine letterario perpretato ai danni dell’Odissea. Metodi forensi e approfondimenti filologici si passeranno il testimone nel tentativo di venire a capo di un mistero che diventerà ben presto un vero e proprio giallo, in cui la vita reale e quella cantata da Omero si intrecceranno in un segreto in grado di rigenerarsi attraverso i secoli e di sopravvivere sempre ai suoi custodi. Coordinerà l’incontro il prof. Francesco Paolo Ciampa. Interverranno l’autore e l’editore. Giuseppe Martocchia è nato a Popoli (PE), dove tutt’ora risiede, nel 1938. Laureato in Lettere classiche presso l’Università di Roma – La Sapienza, ha insegnato per oltre 30 anni Latino e Greco prima nei Licei di Roma e poi nel Liceo “Ovidio” di Sulmona. Ha svolto per molti anni una intensa attività politica e sindacale prima a Roma e poi a Popoli, dove ha ricoperto anche cariche amministrative e dal 2004 dirige la locale Università della Terza Età. Tra le sue pubblicazioni, una raccolta di poesie latine, con traduzione italiana a fronte, dal titolo Ludus Camenae (2004), il thriller storico-culturale Non mi avrete mai (2008, Edizione Tracce) e il romanzo In quale mai folgore di tempo (2014, Tabula Fati). Nel 2011 ha ideato e scritto, insieme ad altri, il testo del Processo a Ovidio, tenutosi a Sulmona il 9 dicembre di quell’anno e recentemente ha composto un dramma dal titolo Il Principe e il Poeta, che rielabora e amplia il tema della “relegatio” di Ovidio.