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Disagio giovanile: gruppo Ini dà vita a Amazoom, servizio on live per i familiari dei disabili

Canistro. La creazione di gruppi di auto mutuo aiuto on-line, gestiti da psicologi e psicoterapeuti, per tutti i familiari di bambini e ragazzi con disabilità e disagio, organizzati in modo omogeneo in base alle singole necessità.

È quanto prevede il Progetto-percorso Amazoom, messo in campo dal Gruppo Ini, Istituto Neurotraumatologico Italiano: la iniziativa sarà attivata in tutte le strutture sanitarie private disseminate in Lazio e Abruzzo.

Il progetto che ha finalità preventive ed assistenziali, mira anche a contrastare l’aumento esponenziale dei casi di disagio giovanile causato dalla emergenza coronavirus.

L’opportunità è offerta a genitori, fratelli e sorelle di bambini e ragazzi con disabilità: il nuovo servizio permetterà ogni giorno di raggiungere tutti i pazienti più vulnerabili che, per ragioni precauzionali, legate alla pandemia del covid-19, non possono ancora tornare in presenza nei reparti di età evolutiva.

Gli incontri si svolgeranno pertanto su una piattaforma on-line Zoom o Skype, a cadenza settimanale: un incontro individuale di 45 minuti e 5 incontri di gruppo della durata di 2 ore. La partecipazione di entrambi i genitori è consigliata per una maggiore efficacia del percorso ma non è obbligatoria.

Responsabili del progetto sono la Dott.ssa Maria Nicoletta Aliberti, neuropsichiatra infantile, la Dott.ssa Fabiana De Iorio psicologa e psicoterapeuta, e il Dott. Claudio Marrella, psicologo.

“Il servizio online Amazoom – spiega la dottoressa Aliberti – va ad integrare le attività di tutela e cura dell’età evolutiva e infantile che sono già in atto in tutti i centri del gruppi Ini. Mira a dare una risposta ancora più specifica alle esigenze di giovani e bambini e al benessere delle famiglie soprattutto in questo periodo di pandemia in cui le difficoltà ed i disagi sono aumentati in maniera esponenziale. Questo progetto è dedicato in maniera specifica ai genitori ai quali si vuole assicurare un sostegno online, in particolare attraverso incontri tra familiari con la supervisione di un tecnico, per condividere le varie esperienze. Vogliamo dare ai genitori che hanno il peso e la responsabilità delle varie problematiche, soprattutto oggi che la scuola è in didattica a distanza, un aiuto per riconoscere segnali di rischio e capire bisogni ed esigenze dei figli per affrontare le situazioni stabilendo una strategia adeguata: il servizio ha quindi un significato sia preventivo, sia volto a ragionare con le famiglie e sostenerle a livello emotivo – conclude la neuropsichiatra infantile – per le problematiche già individuate e già oggetto di un lavoro terapeutico”.

Alla base del progetto Amazoom, c’è la convinzione che la famiglia della persona con disabilità è il primo ambito dove generalmente si manifesta la situazione di bisogno e contemporaneamente è anche il primo in cui va organizzata una risposta. Prendere in carico un paziente significa dunque attivare anche le risorse interne ed esterne alla sua famiglia, in modo che ciascun membro possa fronteggiare e risolvere le dinamiche legate alla disabilità. Prezioso dal punto di vista terapeutico, è poi il ruolo che può essere giocato dai gruppi di mutuo aiuto, costituiti da persone che condividono una difficoltà comune, le proprie esperienze e i propri successi.

L’obiettivo del progetto Amazoom sarà dunque quello di promuovere momenti psicoeducativi sulle problematiche legate alla specifica disabilità, aumentare le conoscenze teorico-pratiche e stimolare le capacità residue e competenze di ognuno.

Inoltre, rappresenta una preziosa occasione per acquisire abilità di problem solving genitoriale/familiare, per favorire spazi di confronto e riflessione tra le famiglie ed i professionisti e sostenere forme di solidarietà e sostegno interfamiliare.

Il contributo a persona per partecipare al progetto Amazoom è di 175 euro, che include un incontro individuale di 45 minuti e 5 incontri di gruppo di 2 ore. Il contributo per coppia di genitori è fissato a 310 euro.

Il Gruppo Ini da oltre 70 anni opera in Abruzzo, Lazio e nel centro-sud Italia, con 10 strutture sanitarie, oltre 1200 posti letto e circa 2mila dipendenti.