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Diffidati con noi. Ecco il grido di un gruppo di ultras biancoverdi a sostegno dei 14 chiamati a rispondere dei fatti di Avezzano-Cesena

Avezzano. Stamane, nell’area del parcheggio prospiciente la sede dell’ufficio postale sito nella zona nord della città, circa 20 supporter dell’Avezzano calcio appartenenti al gruppo della curva nord si sono ritrovati per manifestare il loro sostegno al grido “diffidati con noi” ai 14 marsicani chiamati a presentarsi davanti al giudice per l’udienza preliminare, Maria Proia, il 4 febbraio prossimo a seguito della richiesta di rinvio a giudizio presentata dal pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Ugo Timpano, all’esito dei disordini verificatisi in occasione del match tra i biancoverdi ed il Cesena del 16 settembre 2018.

I fatti, secondo l’accusa, avevano  provocato  lesioni personali a quattro poliziotti e danneggiamenti a diversi automezzi di servizio. Le attività d’indagine sono state portate avanti dal commissariato di polizia di Avezzano, in collaborazione con la Digos della questura di Forli-Cesena, e fondamentale è stato l’esame delle riprese videofotografiche effettuate dalla polizia scientifica. I 14 avezzanesi, insieme a undici tifosi del Cesena, erano stati sottoposti a Daspo.

Gli indagati dovranno rispondere, singolarmente o in concorso, di uno o più reati che vanno dall’invasione di campo aggravata al lancio di sassi e altri oggetti, fino a resistenza e lesioni a pubblico ufficiale,  fino a tentativo di invasione di campo. La richiesta di rinvio a giudizio, che non è stata ancora accolta dal gup, è stata avanzata nei confronti di Aldo Ranieri, 33 anni, Guido D’Agostino, 26, Danilo Rosini, 31, Matteo di Giulio, 28, David Mei, 45, Alessandro Ulaneo, 44, Alessio Fedele, 38,  Francesco lanciotti, 32, Daniele Caringi, 36, Marco Mancini, 29, Cristiano Torretta, 47, Michele Carretta, 44, Stefano Fanti, 29, Luca Venditti, 26.

Il questore dell’Aquila, dopo gli scontri, aveva emesso, a carico di tutti i denunciati, marsicani e romagnoli, 28 provvedimenti di divieto di accesso nei luoghi in cui si svolgono manifestazioni sportive (Daspo), per una durata complessiva di 93 anni: sette della durata di cinque anni nei confronti di tifosi già in passato destinatari di Daspo emessi dai questori dell’Aquila, Forlì-Cesena e Teramo, quattro della durata di quattro anni, otto della durata di tre anni, neve della durata di due anni. Nel collegio difensivo gli avvocati Roberto Verdecchia e Antonio Milo.

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