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Dieta, 5 miti da sfatare: tra colazione all’italiana, grassi e calorie, parla la nutrizionista

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Parliamo di dieta e lo facciamo con la dottoressa Serena Gargano, medico specialista in Medicina Interna, specializzata in Nutrizione e medicina estetica, che oggi affronta cinque argomenti che sono diventati dei miti, in tema di nutrizione e che vanno sfatati per capirci un po’ di più. 

PRIMO MITO DA SFATARE: LE CALORIE

Molte persone pensano che per dimagrire sia indispensabile contare, anche in modo maniacale, le calorie che si assumono.

Non basta non superare un tot di calorie nella giornata per sentirsi in pace con la propria coscienza, non si può mangiare di tutto purché si rientri in quel totale, ma è anche la qualità delle calorie che fa la differenza, oltre al fatto che è importante anche il momento in cui ingeriamo un determinato cibo.

Per esempio, mangiare 100 calorie di un frutto è diverso che mangiarne 100 di biscotti: il nostro corpo assimila, digerisce in modo differente i due alimenti, gli ormoni che intervengono nella loro digestione lo fanno in modo diverso e non sono solo le calorie a determinare l’eccesso di peso, bensì l’insulina, un ormone anabolizzante prodotto in risposta all’assunzione di cibo.

SECONDO: LA COLAZIONE ALL’ ITALIANA È IMPORTANTE PER INIZIARE LA GIORNATA

Premesso che fare colazione è comunque una cosa di buon senso, che permette di non arrivare affamati a pranzo, se pensiamo alla classica colazione all’italiana, composta da caffè/cappuccino zuccherati e brioche o fette biscottate e marmellata, l’intero pasto è completamente sbilanciato a favore degli zuccheri, oltre ad avere uno scarso valore nutrizionale.

Tutto ciò ha l’effetto di sovraccaricare di lavoro il pancreas, che dovrà produrre subito molta insulina per riportare rapidamente la glicemia a valori normali.

La glicemia calerà così in modo rapido, portando ad avere di nuovo fame dopo poco tempo, con le conseguenti abitudini di rimangiare snack, sempre dolci, a metà mattina.

È sicuramente meglio una colazione più ricca di proteine e grassi buoni, con meno zuccheri, come per esempio del pane integrale o meglio di segale con marmellate biologiche o prive di zuccheri e un po’ di burro o ricotta, piuttosto che cereali integrali e non cereali industriali, ricchi in zucchero, con frutta secca o fresca, o meglio ancora una colazione con l’uovo, alimento che apporta notevoli quantità di proteine, sazia molto, contiene omega 3 e acido oleico, grassi buoni, e nonostante contenga colesterolo nel tuorlo, non va temuto né demonizzato, infatti sono più pericolosi gli zuccheri in eccesso!

TERZO MITO DA SFATARE: I GRASSI SONO DAVVERO DEI NEMICI?

I grassi sono sempre stati considerati dei nemici per la salute, per molti anni sono stati demonizzati come causa dell’obesità, delle malattie cardiovascolari, di conseguenza si è sempre pensato che la loro esclusione o drastica diminuzione nella dieta fosse un’arma vincente per perdere peso e prevenire le malattie metaboliche.

In questi anni sono stati fatti nuovi studi per approfondire il ruolo dei grassi nella dieta ed è stato dimostrato che è molto più efficace ai fini della riduzione del rischio cardiovascolare e metabolico di un individuo avere un’alimentazione bilanciata e completa di tutti i nutrienti, piuttosto che la riduzione drastica dei grassi.

Questo non vuol dire che si può mangiare qualsiasi tipo di grasso, ma bisogna assumere i cosiddetti “grassi buoni” che prendiamo dai pesci azzurri, dall’olio di oliva,  dalla frutta secca, ma anche dalle uova, dal parmigiano, dal cioccolato fondente, naturalmente bilanciandone le quantità.

I grassi infatti oltre ad essere fonte di energia, veicolano le vitamine liposolubili, permettendone l’assimilazione, saziano lungo termine, modulando la velocità di assorbimento degli zuccheri, hanno una funzione strutturale, formando le membrane cellulari.

QUARTO: LA BILANCIA, DIMAGRIRE EQUIVALE A PERDERE PESO?

Per la maggior parte delle persone dimagrire equivale a perdere peso, ma c’è una grande differenza tra perdere peso e perdere grasso, l’obiettivo quindi non dovrebbe essere quello di vedere il numero sulla bilancia scendere, bensì assicurarsi che il peso perso non sia muscolo o liquidi, ma grasso.

Come ci si accorge che si sta perdendo grasso?

Dalla diminuzione dei volumi del corpo, 1 kg di grasso infatti è molto più voluminoso di 1 kg di muscolo, per cui i vestiti andranno larghi, le circonferenze diminuiscono, anche se sulla bilancia non vediamo grossi cambiamenti, grazie al fatto che una buona dieta fa si che la massa muscolare venga ben nutrita e quindi non diminuisca, mantenendo un buon metabolismo anche post-dieta.

QUINTO MITO: LA TIROIDE CHE NON FUNZIONA BENE FA INGRASSARE

Il concetto che l’ipotiroidismo possa essere causa di obesità è errato, ma purtroppo molto diffuso.

In realtà il deficit degli ormoni tiroidei può determinare un aumento di peso (soprattutto per la ritenzione dei liquidi) ma di lieve entità, e comunque solo quando l’ipotiroidismo è molto avanzato e non corretto dalla terapia sostitutiva.

Infatti le persone che soffrono di patologie della tiroide, nella maggior parte dei casi assumono gli ormoni di cui sono carenti con la terapia giornaliera, colmando quella mancanza di ormone che hanno, e quindi colmando anche quel piccolo deficit metabolico che l’ipotiroidismo può portare.

Per cui molto spesso si creano un alibi per giustificare il loro sovrappeso, imputandone ingiustamente la colpa alla tiroide.

Per concludere una alimentazione corretta ed equilibrata e uno stile di vita sano rappresentano sempre il primo passo per vivere  in salute.

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