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Dieci anni allo stupratore delle infermiere chiesti dal pm, l’albanese aveva già violentato in passato

Avezzano. Dieci anni e otto mesi di reclusione. E’ quanto chiesto dall’accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Guido Cocco, nei confronti di Enriges Kavalli, lo stupratore seriale attualmente rinchiuso nel carcere di Teramo. Tra le altre richieste anche 3.500 euro di multa e la revoca della sospensione condizionale di una sentenza di condanna pregressa per un altro caso di violenza sessuale avvenuto nel 2012. Ciò per aver violentato e torturato tutta la notte una infermiera e averne legata una seconda. Dopo che tre anni prima aveva fatto la stessa cosa con un’altra infermiera di un altro centro. In tal modo, il giovane, se condannato a tale pena, che comunque è il massimo di quanto previsto, scontata di un terzo per la scelta del rito abbreviato, potrebbe uscire di carcere molto prima dei 30 anni. Deve rispondere dei reati di rapina aggravata dell’uso di armi, violenza sessuale aggravata dal sequestro notturno, lesioni aggravate dall’uso del coltello, per aver adoperato sevizie e avendo agito con crudeltà, sequestro di persona aggravato per aver legato una delle infermiere e per aver trasportato in auto l’altra in un luogo isolato, e porto abusivo di arma. E’ stata riconosciuta inoltre, nei confronti dell’albanese, una recidiva quinquennale sui reati commessi.

L’albanese è comparso ieri mattina davanti al giudice del tribunale di Avezzano Francesca Proietti nel corso del rito abbreviato che prevede tempi di giudizio più brevi e uno sconto della pena di un terzo. Dovrà tornare davanti al giudice alla metà di ottobre per la sentenza. ottobre. Il 20enne di origine albanese era ospite nella struttura Crisalide dove stava scontando una misura di sicurezza. Il 24 ottobre scorso è riuscito a procurarsi un coltello e a minacciare due infermiere, rapirne una e abusare di lei per tutta la notte. Il consulente della Procura ha successivamente stabilito che il giovane era capace di intendere di volere mentre commetteva gli abusi e che poteva partecipare al processo perché è lucido e integro. Nel corso dell’incidente probatorio erano stati sciolti tutti i dubbi sulla salute mentale del giovane. Le parti civili sono assistite dagli avvocati Pasquale Milo e Alessandra Spina.

Un altro episodio di violenza sessuale, per il quale è stato condannato in primo grado nel 2012  dal tribunale per minori dell’Aquila, era avvenuto  in una struttura di Penne dove si trovava in custodia cautelare. Lì aveva violentato una infermiera all’interno di un furgone tentando anche di strangolarla per non farla urlare. In un secondo episodio aveva anche aggredito la stessa donna ed era stato accusato anche di resistenza a pubblico ufficiale nei confronti degli agenti intervenuti. In attesa dell’appello c’era stata la sospensiva della pena che ora è stata annullata.