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Dia per i focaracci di Pietraquaria, sale la protesta. Bisognerà comunicare in questura il numero dei partecipanti

Avezzano. Sono centinaia i cittadini che ieri hanno espresso tutta la loro disapprovazione per il nuovo regolamento che vincola i responsabili dei focaracci a presentare una Dia in Comune e certificare cosa si andrà a bruciare. A protestare sono soprattutto coloro che hanno da sempre contribuito ad alimentare i fuochi accesi per onorare la Madonna di Pietraquaria in prossimità di abitazioni o case. Secondo il nuovo regolamento, infatti, il falò che dovrà essere lontano almeno 30 metri da abitazioni e 15 da strade, e stabilire l’afflusso delle persone almeno tre giorni prima per comunicarlo alla questura dell’Aquila.

 

Queste restrizioni, però, come spiegato dal comandante della Polizia locale, Luca Montanari, al Centro, sono state necessarie per monitorare la situazione ed evitare disagi. Il problema maggiore, infatti, restano sempre i materiali bruciati e la vicinanza del fuoco con le abitazioni o le strade. “Si è sempre richiesta un’autorizzazione al Comune per accendere il fuoco”, ha commentato il comandante della Polizia locale, Luca Montanari, “per semplificare la vita dei cittadini e per alleggerire il lavoro dell’ufficio e facilitare il controllo abbiamo richiesto la consegna di una Dia. Il cittadino non deve presentare una domanda in marca da bollo e attendere l’autorizzazione, ma l’ok sarà immediato. Dovrà certificare, però, che il fuoco lo farà con certe caratteristiche, non andrà a bruciare determinati rifiuti e sarà attento a come accenderlo. Chi firma diventa responsabile del fuoco, dovrà avere un estintore se troppo vicino alle case e dovrà controllare che non vengano utilizzati materiali inquinanti. Inoltre sarà anche destinatario delle eventuali sanzioni”.