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D’Amico (Pd) chiede i verbali sulla Sanità al commissario Baraldi

Avezzano. «Per fare un punto di chiarezza definitivo, visto che nella seduta della V Commissione Consiliare del 17 novembre il sub commissario Giovanna Baraldi aveva dichiarato essere un diritto dei consiglieri regionali la conoscenza dei verbali del Tavolo diverifica presso il Ministero dell’Economia, con nota ho chiesto una copia dei verbali della seduta di ieri per una definitiva verifica di ciò che il Presidente Chiodi ci fa conoscere tramite dichiarazioni alla stampa». Lo ha scritto il vicepresidente del consiglio regionale Giovanni D’Amico riguardo alla situazione della sanità marsicana. «Per quello che è a mia conoscenza», scrive ancora D’Amico, «credo che non ci siano partite pendenti per la gestione del servizio sanitario regionale nel 2006 e nel 2007, salvo che si proceda alla dismissione dei 101 milioni di patrimonio, cosa che non pare essere tra le priorità dell’attuale Giunta Regionale. Le esposizioni finanziarie per il 2006», aggiunge, «sono state compensate dal Dott. Redigolo per 52 milioni di euro con le maggiori entrate fiscali del 2006 e del 2007, per 115 milioni di euro con l’utilizzazione dei fondi per i progetti obiettivo del Ministero e per la parte restante di circa 30 milioni di euro con economie ed utilità nel corso della gestione del 2008 e del 2009. Il 2007 è totalmente compensato, salvo che si voglia procedere alla dismissione immobiliare. Per la precisione», ricorda D’Amico, «la legge regionale n. 35 del 2007 con la quale, a fine anno, dopo aver bloccato con una battaglia mia personale e dell’intera giunta regionale le famose leggi “omnibus”,  causa trasversale di tanti disastri del nostro bilancio regionale, furono definitivamente compensate  e riallineate tutte le dotazioni finanziarie per il Servizio Sanitario. Per quello che riguarda gli anni 2004 e 2005, cioè per le Finanziarie approvate dalla Giunta Pace, vigeva l’abitudine di non iscrivere in bilancio per competenza il 100% delle risorse del Servizio Sanitario, ma solo il 95%, per poter destinare i circa 100 milioni di euro risultanti alle spese discrezionali ed alle stesse leggi “omnibus” che hanno determinato l’esplosione del debito regionale. Tale grave violazione delle regole di bilancio è stata corretta dal 2007 e successivamente anche per il 2006. A scanso di cattiva informazione, potrebbe intervenire un’ulteriore problematica: la Giunta Pace ha compensato nei primi anni le rate della cartolarizzazione, facendone carico ai fondi per il Servizio Sanitario. Tale operazione, anch’essa non legittima ma ugualmente corretta dal 2006, potrebbe determinare ancora per gli anni 2004 e 2005 ulteriori risultanze negative al Tavolo di verifica del Ministero dell’Economia».

Il vicepresidente del consiglio, esponente del Pd, ricorda inoltre che «il disavanzo tuttavia non solo si evidenzia nel 2009 alla chiusura del piano di rientro – mentre nel dicembre 2008 il Dott. Redigolo pubblicamente aveva prospettato  il raggiungimento del pareggio -, ma prosegue anche nel 2010. Dunque, quello che il Presidente Chiodi cerca ancora di nascondere è l’incapacità del suo Governo di portare a pareggio il Sistema Sanitario abruzzese, malgrado i tagli e la gestione accentrata in mano al Commissario. La responsabilità pubblica che compete al Presidente richiederebbe, invece che arroccarsi, di aprirsi, come chiediamo, al confronto pubblico ed istituzionale, allo scopo di trovare una via d’uscita per l’Abruzzo. Invece, il rimbalzare responsabilità che sono pure del passato, in una voragine aperta dal centrodestra tra il 2000 e il 2005, il non voler riconoscere la continuità tra le politiche di risanamento avviate tra il 2006 ed il 2007 e la necessità di continuare quel percorso ancora oggi, inducono il Presidente Chiodi ad una gestione di facciata, ma sterile dal punto di vista del governo dei problemi. Finalmente, all’esito della lettura del verbale del Ministero, che è documento tecnico, gli chiederò un confronto, anche pubblico, per esaminarne i contenuti e confrontarci sulla soluzione dei problemi nell’interesse dell’Abruzzo».